EDITORIALE – Mertens, un addio senza senso!

Se ne va, il miglior realizzatore di tutti I tempi del calcio Napoli non sarà più un calciatore azzurro, e ad annunciarlo non è stato un freddo tweet presidenziale, ne tanto meno un tesserato del club azzurro, ma bensì la voce di un giornalista, il quale ha anticipato in diretta radio il contenuto di un’intervista rilasciata dal signor De Laurentiis, che sta andando in onda mentre sta prendendo vita quest’editoriale.

È profondo il senso di tristezza, perché Dries era l’ultimo briciolo di napoletanità rimasto in questa squadra, sgretolato pezzo dopo pezzo a colpi di mancati rinnovi (Insigne) e di cessioni di giocatori dichiarati incedibili poche ore prima (Koulibaly), perché nonostante qualcuno di loro non fosse nativo della terra in cui il Vesuvio si erge incontrastato, parliamo comunque di napoletani nell’essenza.

Fa male l’addio di Mertens, soprattutto dopo quella puntatina a casa sua (quando il Napoli rischiava di disunirsi nella lotta champions) dopo la quale, con frasi neanche troppo sibilline, il patron azzurro fece intendere che il rinnovo col Belga era quasi cosa fatta, ma erroneamente in molti ritennero poco rilevante il passaggio in cui associava la sua permanenza alla splendida veduta di “palazzo Donn’Anna”, inserendo di fatto nell’offerta una “situazione filosoficamente differente” e qualche milioncino in meno rispetto all’opzione di rinnovo prevista dal contratto.

Eh già, perché il Napoli aveva la possibilità in modo unilaterale di rinnovare il contratto di Mertens per un’altra stagione alle cifre (4,5 mln netti) che la società stessa, in accordo col calciatore, avevano stabilito nel 2020, ma evidentemente la sua media gol in base ai minuti giocati, seconda solo ad Immobile in serie A, non è stato argomento sufficiente per far esercitare quell’opzione. In parole povere, è stata una chiara mancanza di volontà da parte della società, assolutamente non dettata dell’impossibilità di corrispondere quanto pattuito, visto che 6 mln netti a stagione per Koulibaly son saltati fuori (vero?), e che con la sua cessione sono arrivati nelle casse societarie 40 mln (più o 12 dello stipendio risparmiato grazie all’addio di Kalidou).

Mertens meritava un addio diverso, nei tempi e nei modi, ma la speranza è che almeno i tifosi rendano onore a chi ha scritto la storia di questa squadra  dal 1926 ad oggi. Purtroppo i suoi gol non ci faranno più urlare di gioia, ma con ciò farà i conti chi questa scelta l’ha fatta volontariamente ed unilateralmente.

Buona fortuna Dries!

Migliara Salvatore

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