IL SALISCENDI: Conte senza idee, McTominay spaesato, Buongiorno si salva col carattere

C’è un Napoli che non decolla, imprigionato in una terra di mezzo dove né il gioco né l’orgoglio sembrano trovare spazio. I volti si somigliano, le espressioni pure: più che una squadra, un gruppo di giocatori che si cercano senza trovarsi. In questo scenario, torna la nostra rubrica “Il Saliscendi”, per assegnare elogi e rimproveri dopo una prestazione che lascia dietro di sé più sospiri che speranze.

Giù Conte.
In conferenza stampa recita un copione già noto: parla di episodi, di sfortuna, di dettagli. Mai di sé stesso. Il suo Napoli è un cantiere fermo da settimane, con un gioco che non decolla e un turnover che resta più teorico che pratico. Serve meno alibi e più costruzione: le parole non fanno punti.

Giù McTominay.
Corre, corre sempre, ma non si capisce mai verso dove. Si muove come un soldato senza mappa, generoso ma confuso. Non trova spazi né tempi per inserirsi, non impone fisicità né idee. Del “giocherellone” dello scorso anno resta solo un’ombra più tesa, quasi insofferente.

In discesa anche Milinković-Savić, colpevole sul primo gol, infilato sul suo palo con troppa facilità.

Su, invece, Buongiorno.
È l’unico che prova a mettere la faccia, il corpo e l’anima. Marca alto, rompe linee, aggredisce fino alla metà campo avversaria. Qualche disattenzione sul secondo gol, ma resta tra i pochi a salvarsi dal naufragio collettivo. Forse per questo Conte lo toglie: nel Napoli di oggi, l’intraprendenza non sempre è ben vista.

In definitiva, scende il gioco, scendono le idee, scende anche l’entusiasmo. Se il Napoli fosse un ascensore, diremmo che ha dimenticato dov’è il tasto “su”.

di Vincenzo Letizia

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