IL SALISCENDI – Napoli, notte nera a Udine: squadra irriconoscibile. Milinković-Savić affonda, Noa Lang l’unica luce

La rubrica che misura l’umore del momento: chi sale e chi scende dopo l’ultima partita, senza attenuanti né sconti. Perché nel calcio, come nella vita, c’è sempre qualcuno che sale… e qualcuno che precipita.

⬇️ SCENDE SQUADRA E MILINKOVIĆ-SAVIĆ

La notte di Udine è una figuraccia che pesa come un macigno. E nel Saliscendi non può che scendere tutta la squadra. Sei sconfitte lontano dal Maradona tra campionato ed Europa non sono più un campanello d’allarme: sono numeri che non fanno rumore, fanno paura.

Il Napoli appare corto, fragile, spesso senza reazione, incapace di ribaltare l’inerzia quando le cose si mettono male. Una squadra irriconoscibile, lontana parente di quella che fino a poco tempo fa dettava legge. Così non è solo una questione di risultati, ma di identità: questo Napoli, in questo momento, non è competitivo.

E siccome la rubrica ci impone un nome, il dito si ferma inevitabilmente su Milinković-Savić. Una grande parata c’è, va riconosciuta. Ma subito dopo una sequenza di interventi goffi, poco reattivi, insicuri. Con i piedi resta un riferimento, ma quando c’è da parare fa rimpiangere – e non poco – Meret. Tra i pali serve affidabilità, non solo tecnica.

⬆️ SALE NOA LANG

Sale nonostante una sostituzione che lascia perplessi. Perché soprattutto nel primo tempo Noa Lang è tra i pochi a dare segnali di vita vera. Nell’uno contro uno è vispo, spesso vincente, determinato.

Fisicamente sembra quasi su un altro piano rispetto ai compagni, al punto da apparire “staccato” da una squadra che fatica persino a stare in piedi. Non risolve tutto, non può farlo da solo, ma almeno ci prova. E in una serata così, è già una notizia.

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