Il clima in casa Napoli è teso e la delusione è palpabile dopo la netta sconfitta rimediata contro la Lazio. Tra i volti più scossi c’è quello di Matteo Politano, che si è presentato in sala stampa per analizzare un momento complicato che sembra aver minato le certezze della squadra. L’attaccante azzurro non ha cercato alibi, puntando il dito sull’atteggiamento collettivo e sulla mancanza di reattività mostrata nell’arco dei novanta minuti.
Matteo, come si spiega una serata così difficile davanti al proprio pubblico?
«È difficile da spiegare questa sconfitta. C’è solo da chiedere scusa per la partita orribile fatta sotto tutti i punti di vista. Siamo stati spenti fin dall’inizio e non siamo riusciti a reagire; purtroppo, come già successo a Parma, abbiamo riscontrato enormi difficoltà.»
Quanto ha pesato psicologicamente proprio il precedente passo falso contro il Parma?
«L’inciampo a Parma ha indubbiamente influito sul nostro percorso. Quando perdi certezze poi fai fatica a ritrovare il filo del gioco, specialmente contro avversari organizzati.»
La distanza dall’Inter sembra ormai incolmabile. È un limite vostro o un merito straordinario dei nerazzurri?
«L’Inter ha fatto una grandissima annata, bisogna riconoscerlo, e noi non siamo stati all’altezza di stargli indietro. La Lazio è una buona squadra, ma se non hai la gamba giusta per ripartire si fa fatica contro chiunque.»
La qualificazione in Champions League non è ancora blindata. C’è il rischio di un calo di tensione nel finale di stagione?
«Non siamo ancora in Champions, quindi le motivazioni devono essere sempre alte. Non possiamo permetterci di staccare la spina proprio ora.»
L’analisi di Politano fotografa un Napoli in crisi d’identità, apparso svuotato e incapace di reagire alle avversità tattiche proposte dalla Lazio. Le scuse ai tifosi sono un atto dovuto, ma la sensazione è che il problema sia più profondo e legato a una condizione atletica e mentale che, in questo momento, sembra mancare nei momenti chiave della stagione. La corsa all’Europa conta ora più che mai, ma servirà un cambio di marcia immediato per evitare che un’annata complicata si trasformi in un fallimento sportivo.