IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA – Anguissa, l’ombra del dominatore: dov’è finito il motore del Napoli?

di Vincenzo Letizia

C’era una volta un gigante che oscurava il sole a metà campo. Un centrocampista totale, capace di strappare il pallone dai piedi dell’avversario con la stessa naturalezza con cui, un istante dopo, ribaltava l’azione con falcate prepotenti e inserimenti letali in zona gol. Quell’Anguissa era il manifesto del potere atletico, l’uomo che rendeva semplice ogni transizione e che sembrava aver trovato sotto l’ombra del Vesuvio la sua dimensione definitiva.

​Poi, il buio. L’infortunio ha segnato un confine netto, un “prima” e un “dopo” che oggi appare drammaticamente insanabile. Quello che è tornato in campo non è più il dominatore del centrocampo, ma un calciatore che sembra aver smarrito la bussola, sia fisica che mentale.

L’ultima istantanea scattata al “Maradona” nella sconfitta contro la Lazio è impietosa. La sostituzione decisa da Antonio Conte non è stata una scelta tattica, ma una necessità di sopravvivenza: vedere Taylor superarlo con facilità quasi imbarazzante, mentre Frank vagava per il campo senza meta, è stata la conferma definitiva di un corto circuito. Quella “calma” che un tempo era gestione del ritmo, oggi somiglia pericolosamente a indolenza o, peggio, a una mancanza di stimoli.

​A complicare il quadro c’è la questione contrattuale. Il rinnovo in scadenza è diventato un macigno: tra l’offerta del Napoli, giudicata non allettante, e il silenzio del giocatore, che non sembra voler forzare la mano per restare, si è creato un vuoto d’aria. In una piazza che vive di passionalità, questo distacco emotivo pesa quanto una palla persa. Se il corpo non risponde e la testa è altrove, il campo diventa un tribunale severissimo. Il Napoli ha bisogno del suo mediano formidabile, ma oggi Anguissa sembra solo l’ospite distratto di una festa a cui non ha più voglia di partecipare.

Il calcio è fatto di cicli, e quello di Anguissa a Napoli sembra arrivato a un binario morto. Quando un giocatore che fa della fisicità il suo punto di forza smette di correre e inizia a “passeggiare”, il segnale è inequivocabile. Conte ha dimostrato di non guardare in faccia a nessuno: o Frank ritrova la fame e la condizione, o il suo addio a fine stagione sarà solo la naturale conclusione di un amore forse già finito…

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