Nuovo Stadio Napoli Cosenza: Progetto, Fondi e Futuro del Maradona

L’iter per il restyling e la modernizzazione dello stadio di Napoli entra nel vivo, tracciando una corsa contro il tempo in vista degli Europei 2032. Intervenuto ai microfoni di CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello“, l’assessore al Comune di Napoli Edoardo Cosenza ha delineato lo stato dell’arte del progetto, toccando i nodi cruciali relativi a tempistiche, finanziamenti e ai rapporti con il presidente Aurelio De Laurentiis.
Il piano per l’impianto partenopeo punta dritto alla scadenza del 31 luglio per l’approvazione degli enti della sicurezza, passaggio chiave per sottoporre la candidatura alla UEFA, attesa per ottobre. Sul tavolo restano i nodi economici (una stima di 205 milioni di euro) e la rimozione della pista di atletica, mentre si fa largo l’ipotesi di un commissariamento per accelerare i tempi.
Di seguito, le dichiarazioni integrali rilasciate dall’assessore Edoardo Cosenza.

L’iter burocratico e la scadenza UEFA per gli Europei 2032
«L’iter per il nuovo stadio è iniziato nel 2025; il progetto è completato, altrimenti non avremmo potuto indire la conferenza dei servizi. Deve essere approvato dagli enti della sicurezza e speriamo venga approvato entro il 31 luglio. Se tutto va bene lo manderemo alla UEFA, che a ottobre deciderà quali sono le 5 sedi italiane per l’Europeo 2032. Non credo che altre città avranno il progetto pronto entro fine luglio; inoltre, i nostri mezzi di trasporto entro il 2031 saranno a pieno regime e l’aeroporto è perfettamente collegato all’autostrada, e sarà collegato anche alla metropolitana»
L’ipotesi commissariamento e la stima dei costi
«Commissariamento? Abbrevierebbe i tempi. I lavori, secondo la nostra stima, valgono 205 milioni attualmente. Noi abbiamo già la struttura in cemento armato, in più una parte di spogliatoi e tribuna. Siamo sicuramente avanti rispetto a chi parte da zero. Noi ci ispiriamo a Salerno che, avendo una squadra in Serie C, ha avuto 150 milioni: noi ne chiediamo solo 205»
Le dichiarazioni di De Laurentiis e il destino del “Maradona”
«Le parole di De Laurentiis? Non so cosa significhi che non metterebbe più soldi per il Napoli, bisognerebbe chiedere direttamente a lui cosa intendesse con quella frase, pronunciata durante la conferenza di addio a Conte. Ovviamente i lavori del Maradona non precludono che il presidente non possa costruirsi un proprio impianto. Se volesse investire in una grande struttura moderna può farlo, il Maradona sopravvive anche senza calcio. In questo mese di giugno, con i concerti, guadagna più di tre volte di quanto guadagna con il calcio in una stagione. Se e quando il presidente presenterà un progetto privato suo, noi saremo felicissimi di fare di tutto per agevolarlo»
La rimozione della pista di atletica
«Lo stadio ristrutturato sarà senza pista di atletica, ma comunque non abbiamo mai ospitato una gara importante al Maradona, perché non si possono fare alcune discipline come il lancio del giavellotto, poiché finirebbe sul prato che è esclusivo del Napoli»
Le parole dell’assessore Cosenza delineano una strategia chiara: il Comune tira dritto sulla strada del finanziamento pubblico e del restyling del Maradona, forte di una struttura preesistente che riduce i costi rispetto a un impianto ex novo. Al contempo, l’amministrazione non chiude la porta alle ambizioni private di De Laurentiis, slegando di fatto il destino economico dello stadio cittadino dalle sole sorti del club calcistico, grazie alla forte redditività extra-sportiva garantita dai grandi eventi estivi. La palla passa ora agli enti certificatori e, infine, al verdetto della UEFA di ottobre.

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