La sera del 13 marzo 1997, il cielo sopra l’Arizona divenne il palcoscenico di quello che sarebbe passato alla storia come il più massiccio e documentato avvistamento UFO dell’era moderna. Nessuna illusione ottica da parte di pochi visionari: migliaia di persone, sparse lungo un corridoio di centinaia di chilometri, rimasero a bocca aperta a fissare un fenomeno tanto silenzioso quanto imponente.
Tra le tante testimonianze raccolte in quella notte surreale, una delle più nitide arrivò da un luogo inaspettato: lo stadio di hockey su ghiaccio dove si stava disputando una partita dei Phoenix Coyotes. In migliaia, tra spettatori e passanti nell’area dell’arena, videro stagliarsi nel buio una gigantesca struttura a forma di “V” – o a “boomerang” – con luci ambrate disposte lungo i margini. L’oggetto, immenso e privo di qualsiasi rumore di propulsione, oscurava letteralmente le stelle al suo passaggio, muovendosi a una velocità ridotta e costante.
I testimoni descrissero la sensazione di trovarsi di fronte a un velivolo di dimensioni colossali, lungo centinaia di metri, capace di fluttuare nell’aria sfidando le normali leggi dell’aerodinamica. Il panico lasciò spazio alla meraviglia: nessun boato, nessuna vibrazione, solo una parata silenziosa che solcò l’intero Stato prima di dissolversi verso sud.
L’autorità militare cercò in seguito di smorzare l’impatto mediatico dell’evento, attribuendo la seconda fase delle luci al lancio di flares (razzi illuminanti) da parte di caccia A-10 Warthog della National Guard durante un’esercitazione. Tuttavia, questa spiegazione non convinse quasi nessuno tra coloro che avevano osservato la prima formazione a “V” volare a bassa quota direttamente sopra i tetti delle case e gli impianti sportivi della città. Lo stesso governatore dell’Arizona dell’epoca, Fife Symington, dopo aver inizialmente sdrammatizzato l’accaduto in una conferenza stampa, ammise anni dopo di aver visto di persona l’oggetto: «Era qualcosa di assolutamente fuori dal mondo, gigantesco e inesplicabile».
A distanza di decenni, le “Luci di Phoenix” rimangono un enigma insoluto. Un evento collettivo che ha travalicato il confine tra folklore e cronaca, trasformando una normale serata di sport e routine in uno dei capitoli più affascinanti della storia dei misteri nei cieli.