Pistocchi, Giordano, Budel, Adaglio, Carratelli, Ricozzi a Radio Napoli Centrale

Antonio Giordano: “Questo McTominay non può giocare. Napoli colpito da altri infortuni, immagino di chi sia la colpa…”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Antonio Giordano: “Questa sconfitta contro il Venezia lancia un messaggio strano e diverso. Una partita normale il Napoli la vince 3-1. Per tutto quello che produci, i miracoli di Stankovic, il salvataggio di Juan Jesus…E invece hai perso, hai pochi appigli. Hai perso anche nella condizione in cui la sorte non ti dà una mano. E poi si rifà male anche Alisson Santos. I primi 45 minuti sono completamente da buttare. Non c’è nulla di cui tu possa ricordare. McTominay è utile in queste condizioni? No, in questo momento no. Il giocatore va recuperato, ma in allenamento. In partita non ti dà una mano. Non è forma di cinismo, ma di rispetto e di chi resta fuori. È lontanissimo dalla forma accettabile per un giocatore che può andare in campo. Gli può far bene una settimana di allenamento in più. Poi chiaro che Allegri ha una percezione diversa perché lo vede allenarsi ogni giorno. Doppio mediano? L’hai usato anche nelle giornate migliori. Non avrei giocato con Giovane e Lucca assieme. Ora i problemi siano tanti e diversi, più mentali. La squadra probabilmente ha meno fame di qualche anno fa. Che giochi a tre o giochi a quattro non cambia. Volevo sottolineare che anche quest’anno ci sono infortuni e ci sono recidive. Immagino sia colpa del medico dell’anno scorso (aggiunge con tono sarcastico ndr). Per Anguissa e Alisson si tratta di recidive. Che novità ci aspettiamo contro il Bodo Glimt? De Bruyne, Hojlund, Rafa Marin e Olivera. Se Anguissa sta bene, anche lui in campo. E ci aspettiamo la reazione di una squadra che abbia carattere. Che abbia rispetto di sé. È la settimana più importante dell’anno per Allegri? Sì, assolutamente sì e lo affronti con i peggiori avversari: Bodo Glimt e Roma. La Roma è la squadra più spettacolare degli ultimi anni. E per merito di Gasperini. Una squadra che ti incolla al televisore”

Alessandro Budel: “Napoli in crisi? Allegri bravo a mascherare. McTominay va recuperato e deve giocare. E non mi piace il Napoli con la difesa a tre”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Alessandro Budel: “Il Napoli ha dato tutto nel secondo tempo contro il Venezia. Poteva provare a fare qualcosa di più nel primo tempo. Non è stato perfetto nel secondo tempo, è mancato solo il gol. Non vedevo da tempo un portiere fare così bene come Stankovic. Cosa va migliorato dal punto di vista tattico? Bisogna capire se la difesa a 3 è la strada. A me non piace. Forse con i due mediani non riesce a rendere. A centrocampo sarebbe meglio giocare a tre. McTominay? Va recuperato, è imprescindibile. La gestione sua è corretta. Il momento di crisi è esasperato? La sconfitta contro il Venezia non ci sta, ma non ho visto una squadra piatta o che non segue l’allenatore. Non ho visto difficoltà di incomprensione. L’allenatore ha ancora in mano la squadra. Giovane? Non mi è dispiaciuto, è stato portato a destra e sinistra. Tra lui e Lucca ho visto qualcosa di più in Giovane. Anche se non è molto semplice. Forse l’errore che ha fatto è non cercare la profondità. Hojlund appena è entrato ha spaccato la partita, è imprescindibile. Cosa mi aspetto dal Napoli contro il Bodo Glimt? Sarebbe importante capire il centrocampo, Lobotka deve stare davanti alla difesa. Gilmour non ha fatto male. Io lo dicevo già in telecronaca, l’ho detto anche a Manna, queste partite sono gare molto importanti. Contro il Bodo al di là della prestazione, servono i tre punti in Champions League. Come se ne esce da questi momenti difficili? Il lavoro, chi gioca a calcio fa una delle cose più belle del mondo, è un privilegiato. Bisogna concentrarsi dal primo allenamento e pensare al prato verde. Allegri ha grande esperienza, è anche molto bravo a mascherare. È stato veloce nelle risposte, nasconde preoccupazione, la squadra non sta rendendo secondo le aspettative”

Giuliano Adaglio: “Ecco che cosa deve fare il Napoli per battere il Bodo Glimt”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Giuliano Adaglio: “Il Bodo si è fatto conoscere a livello europeo, ha un’identità tattica riconoscibile. Quando gioca in casa, con il sintetico, hanno un calcio particolare. Ma fortunatamente per il Napoli giocheranno al Maradona. L’ultima vittima del Bodo è stato il Borussia Dortmund. Domina le partite in casa. Il 4-3-3 è il modulo del Bodo, i giocatori hanno idee molto chiare. Knutsen lavora da sempre su questo modulo. È una tradizione classica del calcio norvegese, anche il Rosenborg negli anni ’90 giocava con questo schema. Le ali del Bodo sono offensive, come Hauge e Blomberg, ma in dubbio perché uscito infortunato. La presenza non è ancora certa. In generale lavorano bene, i giocatori sanno cosa fare in campo. Il punto debole del Bodo? Non hanno un approccio scriteriato, non sono estremi. I centrali che si alternano, sono lenti. Se il Napoli riuscirà a ripartire in maniera veloce, forse si può mettere in difficoltà il Bodo. Tende a concedere tanto. In Patria fanno loro la partita, creano. Se il Napoli mantiene ritmi alti, a livello offensivo, ci saranno modi per mettere in difficoltà i norvegesi. Il calcio norvegese è molto migliorato, segue la linea dello sport norvegese. La Norvegia sta facendo bene con la Nazionale e con i club. Il Viking ha vinto l’anno scorso il campionato, si è inserito, con un modello abbastanza simile al Bodo. Il Bodo gioca praticamente con tutti giocatori norvegesi, ma anche il Viking. Salvo qualche eccezione sono tutti nordici. E hanno quell’identità solida, crescono con una mentalità che si mantiene nel tempo. E aiuta il movimento complessivo e si crea una Nazionale di livello Mondiale”

Mimmo Carratelli: “Napoli, a Venezia primo tempo indegno. Non capisco la vecchia guardia. E vi racconto quella trasferta in Norvegia con gli azzurri di Pesaola”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Mimmo Carratelli: “Nessuna squadra italiana era andata a giocare oltre il circolo polare artico. Non c’erano neanche le tapparelle negli alberghi non riuscimmo a dormire. Non c’erano informazioni, era una squadra di dilettanti, chi era professore, chi vendeva il pesce. Credevano che segnassimo tanti gol. Poi però finì due a zero. Fu l’inizio della cavalcata in Coppa dell Coppe, con Pesaola, dopo che Vinicio mollò. È stato il traguardo più alto che il Napoli ha raggiunto in Europa. Facemmo la semifinale contro l’Anderlecht, con gol di Bruscolotti a Napoli e al ritorno invece non dimenticherò mai l’arbitro. Rappresentava una birra in Inghilterra, la stessa che aveva lo sponsor dell’Anderlecht. 
Io penso che il Napoli debba puntare molto sul campionato, è essenziale finire nelle prime quattro. Qualificarsi per la Champions è importante, non dico che bisogna snobbare la Champions ma si è messa male. Punterei le energie sulla Serie A e con una formazione tipo. Allegri sapeva le condizioni di quest’ingaggio: mercato povero, squadra usurata. Deve fare scelte precise. Se c’è gente che non vuole impegnarsi, a prescindere dal nome, bisogna tagliarla fuori. Il primo tempo è stato indegno. Non capisco perché la vecchia guardia non abbia un moto d’orgoglio, è inspiegabile ciò che sta succedendo”

Maurizio Pistocchi: “Napoli senza identità e mentalità: è innaturale. Situazione non bella per Allegri, vi spiego”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Maurizio Pistoccchi: “Il risultato condiziona spesso le opinioni. Oggettivamente il risultato del Napoli a Venezia è stato negativo, il miglior in campo è stato Stankovic. Se parliamo di prestazione, il Napoli non è migliorato, anzi. Il Napoli continua ad essere innaturale, ha perso la capacità di palleggiare e si affida ai colpi dei singoli. La situazione non è bella. Dopo poche giornate di campionato, con aspettative molto grosse e tre anni di contratto, Allegri si trova a nove punti di distacco dalla capolista. Gli è stato fornito un gruppo che è arrivato primo e secondo negli ultimi due anni in campionato. E i giocatori sono sempre quelli. L’allenatore deve dare un’identità e mentalità. Vi sembra che abbia identità e mentalità? Il Napoli cambia sistemi di gioco ogni domenica, a volte anche nella stessa partita. La mentalità che il Napoli aveva dimostrato dall’epoca di Benitez, Sarri, Spalletti, era tale per cui dominava la partita con movimenti coordinati. Oggi non ha più quella mentalità. Fatica a imporre il proprio gioco e ha una capacità di palleggio diminuita, gioca su palle lunghe. La lite tra De Bruyne e Allegri è indicativa di questo. C’è una disparità di vedute tra giocatori importanti e un allenatore che ha le sue idee”

Tommaso Ricozzi: “Alisson fuori per un mese e mezzo. McTominay un fantasma. Lancio un appello!”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Tommaso Ricozzi: “Infortunio Alisson? Questo è uno stiramento, ci vorrà un mese e mezzo per vederlo in campo. C’è certamente un problema strutturale, Alisson non è nuovo a infortuni. Ci sono giocatori che hanno già avuto problemi. Dybala si infortuna matematicamente. Ma la squadra che prende Dybala sa che lo perde per parecchio. Se ad oggi esiste un problema con lo staff medico del Napoli? Io credo che non conosciamo alla perfezione i meccanismi degli allenamenti e delle macchine che vengono utilizzati. Ma mi sembra evidente che il Napoli gioca ogni tre giorni, lancio l’ennesimo appello: facciamo il campionato a 18 squadre. Il calcio è diventato sempre più problematico dal punto di vista degli impegni. La riflessione la deve fare la società. Noi possiamo solo giudicare dall’esterno. Contro il Venezia era fondamentale. Voglio pensare che per il Napoli era più importante fare bene con il Bodo che con il Venezia. Altrimenti non avrei altre spiegazioni. In campo dovrebbero essere messi i più forti, poi durante la partita si cambia. Se non batte il Bodo Glimt, il Napoli è quasi fuori dalla Champions League. E poi McTominay è in grado di giocare una partita? Perché per quello che ho visto io no. McTominay è un fantasma in campo. L’operazione può aver condizionato mentalmente il giocatore. Qualcuno dice dell’incompatibilità con De Bruyne, ma McTominay è stato un fantasma anche senza De Bruyne”

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