Strano, forse: ma certamente vero. L’unico nuovo acquisto nella prima giornata di campionato a risultare decisivo è stato proprio un giocatore del Napoli. C’entra lo stellone di De Laurentiis, che ha avuto speso l’aiuto della buona sorte nei (rari) periodi di difficoltà. Ma c’entra ancora di più la prontezza di riflessi di Jonathan Alexander de («di minuscola, please») Guzman, l’olandese volante appena sbarcato sul pianeta di Benitez, che si è fatto bastare 21’ comprensivi del recupero per irrompere sulla ribalta della serie A. Madre giamaicana, padre filippino, origini canadesi, orange di passaporto e con alle spalle a 27 anni non ancora compiuti una carriera già da globetrotter: iniziata nella Eredivisie in Olanda, e proseguita nei campionati più competitivi d’Europa: Liga e Premier League. Non sorprende che abbia imparato bene a gestire le emozioni, un uomo che deve averne viste tante innanzitutto nella vita e poi sui campi di pallone. Quando Benitez gli ha chiesto una mano, al minuto numero 29 della ripresa, Jdeguz (sigla del suo profilo su twitter) si è alzato dalla panchina senza avvertire alcun tremore, nel cuore e nelle gambe. Da Genova cominciava l’ennesima tappa della sua storia senza frontiere e de Guzman si è predisposto mentalmente a fare le cose in grande: pensando più alla fiducia di Rafa e meno allo scetticismo dei tifosi azzurri, che una manciata di minuti dopo gli avrebbero già voluto intitolare per riconoscenza una statua. È un destro naturale, ma quando gli è arrivato il pallone giusto si è concentrato sul suo unico obiettivo: sbatterlo dentro la porta del Genoa. Poi si è goduto l’abbraccio dei compagni e il boato della curva. «Ci voleva proprio un debutto così, dopo l’uscita dalla Champions League. È stato bello fare il gol decisivo, sono davvero molto contento per me, la squadra e la nostra gente…». De Guzman aveva un debito con i napoletani, a cui aveva fatto passare un brutto quarto d’ora nella passata stagione, segnando un gol al San Paolo (a Reina) con la maglia dello Swansea. E degli azzurri era già stato avversario anche in Champions, ai tempi del Villarreal. Ma ora non ci saranno più incroci, per un bel po’. Il giocatore olandese, pagato 5.5 milioni, si è impegnato con De Laurentiis per quattro stagioni e a Napoli spera di mettere radici. «Questo è il posto giusto, per me: mi piace tutto, a cominciare dalla tifoseria ». Più delle parole, però, contano i fatti: con il biglietto da visita del guizzo di Genova. Dirà il campo se il globetrotter di Benitez è più un mediano o una mezzala. Lui, inutile dirlo, è disposto a fare tutto. E intanto ha portato in dote tre punti.
La Repubblica