
Davide Calabria si era rivelato a San Siro in una partita contro il Palermo del settembre 2015. Aveva già esordito con la maglia del Milan qualche mese prima, nei minuti finali dell’ultima giornata del campionato 2014/15, ma quella contro il Palermo si può considerare la sua prima vera partita da professionista. La prestazione fu così incoraggiante da raccogliere il massimo riconoscimento per un terzino del Milan: i complimenti di Paolo Maldini, per il quale era stato il migliore in campo.
Sono passati oltre due anni, ma all’esordio così folgorante non è seguita una rapida ascesa verso il posto di terzino destro titolare del Milan. Nelle ultime due stagioni Calabria ha giocato soprattutto grazie alle assenze di Abate e De Sciglio, guadagnando in tutto 21 presenze. Il suo ruolo da riserva era chiaro anche all’inizio di quest’anno, e nemmeno il grave infortunio di Andrea Conti gli aveva garantito maggiore spazio. Dopo il passaggio alla difesa a tre, Montella aveva infatti riconvertito a esterno a tutta fascia Borini, in grado di interpretare il ruolo in maniera più offensiva rispetto a Calabria o Abate.
La promozione di Gattuso dalla panchina della Primavera a quella della prima squadra ha però cambiato gli scenari. Il ritorno al 4-3-3 e il ribaltamento delle idee di Montella in direzione di un gioco più prudente e meno fondato sul possesso hanno regalato il posto fisso a Calabria, che per la prima volta in carriera può considerarsi il terzino destro titolare del Milan. Nelle undici partite con Gattuso in panchina, Calabria ha giocato da titolare per sette volte, di cui quattro consecutive nelle ultime quattro giornate di campionato, nelle quali il Milan ha conquistato 10 punti e messo in fila tre vittorie, la miglior striscia stagionale.
Il rendimento di Calabria è cresciuto insieme a quello della squadra e ha raggiunto il punto massimo nella partita contro la Lazio, che per il Milan è stata probabilmente la vittoria più convincente dell’anno. Il terzino è stato decisivo con l’assist per il gol di Bonaventura, ma quel cross è paradossalmente un dettaglio, la ciliegina di una torta composta soprattutto da interventi fondamentali nel limitare una delle migliori squadre d’Europa dal punto di vista offensivo. A fine partita risaltano infatti i 9 contrasti vinti, le 7 spazzate e i 4 passaggi intercettati, statistiche nelle quali è stato il migliore in campo. D’altra parte il suo contributo offensivo, assist a parte, è stato praticamente nullo. «Sugli assist sto lavorando. Continuo a provarci anche in settimana, perché tutti mi punzecchiano», ha detto a fine partita.
Ripercorrendo all’indietro l’azione, si scopre che tutto nasce proprio da un suo recupero del possesso dopo un duello vinto con Lulic. Il suo passaggio a Biglia innesca quindi la ripartenza, con il filtrante successivo di Suso verso Calhanoglu che fa arrivare il Milan nella trequarti della Lazio. La squadra di Gattuso gira quindi la palla in orizzontale da un lato all’altro del campo fino ad arrivare a Calabria, rimasto in posizione nonostante la ripartenza si sviluppi inizialmente a destra. A quel punto, però, la Lazio è schierata e Calabria è quasi costretto a crossare, oltretutto da una posizione sfavorevole. Anche se alza la testa per dare uno sguardo ai movimenti dei compagni, è difficile dire se si sia limitato a mirare il centro dell’area crossando con forza come fa di solito o abbia cercato di proposito l’inserimento di Bonaventura. In ogni caso la combinazione è perfetta e si rivelerà decisiva per la vittoria.
Fonte: SkySport

