Benitez DMF_1476 Napoli-Torino 5/10/14Buon pareggio per il Napoli sul campo della Sampdoria che, guardando l’andamento della gara, sta molto stretto alla compagine di Mihajlovic, mentre consente agli azzurri di rimanere ancorati al terzo posto in classifica, proprio a discapito degli avversari di stasera.
La partita del Napoli stasera è stata sinceramente brutta. La squadra di Benitez si è presentata sul campo di Marassi con un atteggiamento totalmente passivo, apparendo molto a corto di idee in fase di costruzione del gioco e limitando le sue iniziative a sporadici contropiede.
Il primo tempo, in particolare, ha visto quasi esclusiva protagonista la Sampdoria, apparsa sin dai primi minuti molto più reattiva e vogliosa rispetto ai partenopei. Il limite della formazione di Mihajlovic è stato quello di non riuscire a trovare guizzi importanti negli ultimi metri, ma il gioco è stato diretto quasi esclusivamente da loro. I blucerchiati hanno cercato spesso di scardinare la difesa napoletana facendo affidamento sulla fisicità di Okaka, che si proponeva continuamente sull’out destro, cercando di penetrare la difesa azzurra dalle parti di Britos, andando a cercare spazi alle spalle dell’uruguagio e scontrandosi frequentemente con Koulibaly, dando vita a duelli fisici molto intensi.
Il Napoli invece ha tenuto un baricentro troppo basso per quasi tutto il match. Higuaìn è risultato spesso troppo isolato e comunque poco ispirato nelle sue giocate. Hamsik è stato un ectoplasma per quasi tutto l’incontro, non riuscendo mai a caricarsi sulle spalle la squadra orfana di Insigne, che nel momento migliore degli azzurri rappresentava la fonte principale (forse anche l’unica) delle azioni offensive. Insufficiente è risultato anche Callejòn, che quando non riesce a trovare gli spazi per inserirsi alle spalle della difesa, incide molto poco nel gioco dei suoi.
Nel secondo tempo la Sampdoria è riuscita a farsi più concreta, grazie alla qualità di Soriano sulla trequarti, al solito lavoro di Okaka, e ai guizzi di Eder. Proprio da uno di questi è arrivata la rete doriana, che ha imposto al Napoli un inevitabile cambio di atteggiamento. Dopo il gol avversario la squadra di Benitez ha dunque provato ad avanzare il proprio baricentro, cercando con gli inserimenti di Mertens e Jorginho di trovare una manovra più fluida palla a terra e di innescare Higuaìn con uno-due al limite dell’area sampdoriana. Tuttavia dal punto di vista pratico il Napoli ha continuato ha produrre pochissime occasioni reali, anche grazie all’ottima tenuta difensiva della compagine di Mihajlovic, sempre molto compatta ed aggressiva. Le cose per i partenopei non sono cambiate particolarmente nemmeno quando Benitez ha inserito Zapata negli ultimi minuti, per far leva sulle due torri da innescare con qualche palla lunga o cross dagli esterni. Fino al 90’, e a maggior ragione dopo l’espulsione di Koulibaly, il Napoli sembrava destinato ad una mesta e meritata sconfitta. In pieno recupero poi è arrivato il gol proprio di Duvan Zapata, propiziato dalla migliore azione degli azzurri in tutto il match, confezionata dall’unica iniziativa di successo sulla fascia del tandem Ghoulam-Mertens.
Questo pareggio ha fatto emergere ancora una volta quei limiti nella squadra di Benitez che evidentemente non erano stati cancellati dal buon periodo culminato con la vittoria contro la Roma. Se il pareggio contro il Cagliari di Zeman aveva svelato tutti i problemi che ancora affliggono la compagine partenopea in fase difensiva, questa sera la Samp di Mihajlovic ha lasciato intravedere qualche lacuna dal punto di vista della creatività, in assenza di Insigne, e della personalità. Lasciano perplessi le scelte di approcciare in maniera tanto passiva alla gara, di schierare Britos e Ghoulam in tandem sulla corsia mancina, e di rinunciare a De Guzman, che nelle ultime settimane era parso uno dei giocatori più in forma attualmente in rosa.
Al di là di ciò rimane ancora la buona posizione in classifica (buona almeno per quelle che sembrano le non eccelse potenzialità di questa squadra) e la convinzione che, tutto sommato, per questo terzo posto sembrano proprio mancare avversari seriamente all’altezza.

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