Napoli e Juventus si ritrovano in finale per contendersi la 27a edizione della Supercoppa italiana, trofeo in palio tre le squadre vincitrici di scudetto e Coppa Italia. La gara si disputerà lunedì 22 dicembre nel Doha Stadium della città di Doha, capitale del Qatar.
La Juve domina la scena da alcuni anni ed è in corsa per il quarto scudetto consecutivo che i tifosi volentieri baratterebbero con la vittoria in Champion’s League.
Il Napoli per qualche tempo è stato l’avversario più accreditato della Signora e negli ultimi tre anni ha conquistato due volte la Coppa Italia ma anche qui inizia a serpeggiare una certa insofferenza: la piazza vuole lo scudetto. Almeno per ora, bisogna accontentarsi del traguardo minimo ed il ragionamento vale per entrambe: né Napoli né Juventus sono sufficientemente attrezzate per portarsi a casa i titoli agognati.
Nel recente passato le due compagini si sono affrontate due volte in finale: nel 2012 a Roma per la Coppa Italia e nell’estate dello stesso anno a Pechino per la Supercoppa italiana. Come sappiano gli azzurri s’imposero 2-0 all’Olimpico, i bianconeri si vendicarono in Cina vincendo 4-2 dopo i tempi supplementari e non senza polemiche.
La Juventus, come il Milan, detiene il primato di vittorie in Supercoppa con sei trofei, seguita dall’Inter con cinque mentre il Napoli ne ha in bacheca una, vinta nel 1990, proprio contro la Juve. Quella partita si giocò a ruoli invertiti, era il Napoli ad avere in petto lo scudetto ed in un San Paolo festante travolse i bianconeri 5-1.
In quel Napoli di Maradona, Careca e Alemao muoveva i primi passi il nuovo acquisto Andrea Silenzi fresco capocannoniere della Serie B ma le sue 23 reti non furono sufficienti a portare la Reggiana in A L’attaccante romano segnò una doppietta, due reti anche per Careca, ultimo gol di Crippa, facendo sognare un San Paolo che, se quello era il buongiorno, mai si sarebbe aspettato una stagione anonima. Anonima per Silenzi che andò via a fine stagione con sole sei reti all’attivo e anonima per il Napoli che già a novembre, nel 4-1 subito al San Paolo, consegnò il tricolore alla Sampdoria.
Nessuna poi immaginava che Maradona quella stagione neanche l’avrebbe terminata, ma questa è un’altra storia. La Juve bastonata al San Paolo era quella incompiuta di Maifredi malgrado nelle sue fila vi fossero Baggio, autore del gol della bandiera, e Schillaci, simboli delle notti magiche di Italia’90.
Napoli e Juventus ancora di fronte nel 2012, 11 agosto a Pechino, e qui la spuntarono i bianconeri vincendo 4-2 dopo i supplementari. Azzurri avanti con Cavani al 27° e raggiunti dopo dieci minuti da Asamoah, quindi partenopei ancora avanti con Pandev e 2-2 di Vidal su rigore. Nell’overtime la sfortunata autorete di Maggio prima del definitivo 4-2 di Vucinic. Il Napoli, va detto, chiuse la gara in 9, espulsi Pandev e Zuniga, più il tecnico Mazzarri per proteste. De Laurentiis non la prese per niente bene ed ordinò alla squadra di non presenziare alla premiazione; la sconfitta indubbiamente era stata un brutto colpo per lui che si era impegnato in prima persona in operazioni di marketing proprio in territorio cinese.
Chissà se ora c’è un nesso tra le indiscrezioni che vogliono un gruppo arabo interessato al Napoli e la sfida da giocarsi proprio in Qatar. Un paio di mesi fa le voci si rincorrevano poi tutto si è sgonfiato: naturale evoluzione delle cose o solo pretattica? Presto sapremo.
Antonio Gagliardi