AMARCORD – Udinese-Napoli, campo minato

Campo tradizionalmente ostico per il Napoli che negli ultimi cinque anni ha ottenuto tre pareggi e tre sconfitte. L’ultima sfida si è giocata il 21 settembre 2014 e fa parte di quel novero di gare che segnarono il difficile inizio del Napoli; Genoa, Chievo, Udinese e Palermo per racimolare la miseria di quattro punti. Gigi De Canio, attuale trainer dei friulani che nel 2001 ha guidato il Napoli in Serie B, è solo uno dei tantissimi che tra campo e panchina hanno militato in entrambe le compagini.

L’anno scorso un pasticcio della difesa su una palla inattiva (involontario assist di Koulibaly su punizione di Di Natale) mise Danilo nelle migliori condizioni per battere a rete. Al 71° la sfida si decise con una sconfitta immeritata, l’Udinese non è che avesse fatto chissà che ed il Napoli era stato pericoloso anche con Gargano che aveva colpito un palo nel primo tempo.

L’incontro del 7 febbraio 2010 vide la prima sconfitta del Napoli di Mazzarri. Il  tecnico toscano aveva inanellato un serie positiva di otto vittorie e sette pareggi prima di cadere al Friuli. Quel giorno De Sanctis, Quagliarella e Floro Flores giocarono contro il loro passato, Denis ed Inler contro il loro futuro. Protagonista assoluto Totò Di Natale di Pomigliano d’Arco. Per un ingenuo fallo di Maggio su Asamoah, Di Natale ribatté in rete una prima respinta di De Sanctis. Maggio tuttavia si fece perdonare siglando il momentaneo pareggio raccogliendo un tiro respinto di Denis. Pari fino a quando Di Natale con una girata al volo riportò in vantaggio i bianconeri ed in pieno recupero, gli azzurri erano sbilanciati in avanti, con una perfetta azione di contropiede firmò il 3-1. Ancora 3-1, ancora Di Natale in un piovoso pomeriggio di novembre 2011; Alexis Sanchez, lanciato a rete, fu atterrato da De Sanctis. Di Natale dal dischetto non fallì, così come non fallì quando, imbeccato da Sanchez, indovinò un tiro dalla trequarti che si insaccò poco sotto la traversa. Ancora più clamoroso, se possibile, il 3-0: corner di Di Natale, Hamsik appostato sul primo palo calcolò il pallone fuori ma saltò male deviandolo in rete. Marekiaro si riscattò un minuto dopo con una botta poco oltre il limite dell’area, 3-1, e avrebbe potuto segnare ancora se avesse realizzato il rigore concesso per un fallo su Cavani ma Handanovic parò vanificando così una possibile rimonta azzurra. Si chiuse sullo 0-0 il 21 settembre 2008, ma fu gloria il 2 settembre 2007: Udinese abbattuta da cinque reti. Il Napoli matricola fece capire di essere tornato in Serie A definitivamente e si mise in mostra Lavezzi, presentato come punta di diamante della campagna acquisti. Il Pocho, capelli lunghi e viso rasato, zittì tutti servendo su un piatto d’oro un pallone a Zalayeta che portò in vantaggio gli azzurri. Molto blanda la reazione dei friulani prima del raddoppio di Domizzi. Quindi slalom in area di Lavezzi per il 3-0 cinque minuti prima del poker di Zalayeta, vero e proprio omaggio della difesa dell’Udinese. Chiuse il conto l’ex Pampa Sosa che, raccolto un passaggio di Lavezzi, alzò le mani non per esultanza ma quasi per scusarsi con il suo vecchio pubblico.

Il 12 maggio 1985 Zico e Maradona si strinsero la mano a centrocampo; terminò li il ciclo del brasiliano, era appena cominciato quello dell’argentino. Fu un 2-2, Napoli avanti con una magistrale punizione di Maradona, pari di Galparoli, vantaggio friulano di De Agostini su punizione e definitivo pari ancora di Maradona; sulla panca dell’Udinese c’era Vinicio. Zico segnò su rigore nel 4-1 dell’Udinese del 31 dicembre 1983, Maradona firmò una doppietta prima del definitivo 0-3 di De Napoli del 1° febbraio 1987. Carnevale già sapeva che avrebbe indossato la maglia azzurra quando il 23 marzo 1986 regalò con due reti la vittoria all’Udinese complicando non poco la marcia verso un piazzamento UEFA.

Da segnalare l’incontro del 14 gennaio 1990, il 2-2 acciuffato per i capelli; i padroni di casa si portarono sul 2-0 all’86° con Mattei, all’88° Maradona su rigore ed in pieno recupero Corradini per un pari che si rivelò decisivo per lo scudetto finale. Storia simile il 2-2 del 18 marzo 2012; anche qui friulani avanti 2-0, Pinzi e Di Natale, raggiunti a fine gara dal Matador Cavani a segno con una doppietta al 81° ed all’85°. Nessun vincitore anche il 24 febbraio 2013: Udinese-Napoli 0-0.

Antonio Gagliardi

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