Paolo Prestisimone, noto giornalista, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Punti pesanti, pesantissimi. E strappati dopo 90’ sofferti, contro un’avversaria vera, forte, sì con assenze pesanti (Felipe in testa), ma in piena salute sia tecnica che psicologica. Il Napoli si rialza dopo la delusione e le mille polemiche arbitrali del dopo Juve. Sono stati tre punti, ma ne valgono assai di più proprio perché sono venuti fuori da una partita dopo la quale, finalmente, sarebbe andato di lusso anche un pareggio. Ma lo sappiamo, le stagioni importanti sono fatte di questi successi. Anche perché sai quanti punti lasci per strada dopo averli stra-meritati… E allora prendi e porta a casa da quell’Olimpico romano che è diventato terra di conquista importante.
BUONI
Higuain 8 – Ancora una volta in ginocchio da lui. Nello stilare le super pagelle di Lazio Napoli, la tentazione del vostro cronista istintivamente era quella di santificare la sorpresa più bella, quello Strinic che Benitez aveva buttato nella mischia al momento giusto. E così dopo aver riguardato per la centesima volta il gol vittoria celebriamo Gonzalo nostro. Per quel gol innanzitutto, ma non solo. Palla al centro, pronti, via. E’ stato un lampo di quelli che ti fanno sobbalzare dalla sedia; nel caso mandando di traverso il primo boccone di pastasciutta che stavi gustando. Lancio basso perfetto di Mertens, lui arpiona la palla e poi, tempo due secondi, guarda la porta: non ha angolo pensi, deve metterla in mezzo, chi la dà? Non la dava, infatti, la controllava e la metteva in porta… Oddio, pensi: ma dove l’ha fatta passare? Ieri sera si era tutti tornati a casa e Berisha, il portiere laziale, a moglie e figli ancora ripeteva come un automa la stessa domanda: “Ma dove l’ha fatta passare?”. Non abbiamo idea di come, a Gonzalo nostro, fosse solo venuto in mente di tirare da lì, decentrato da morire, ma certo che dopo 3’’ la palla era in porta. Avrà forse sbagliato anche Berisha, appunto, il portierino biancoceleste che sostituiva Marchetti, ma certo che gli è andata di traverso persino la favola che doveva raccontare ai suoi piccoli per addormentarli.
Benitez 7,5 – Il Gran Maestro non per niente è il Gran Maestro. Non sbaglia niente, vivaddio. Squadra corta, concentratissima, sul teatro più prestigioso d’Italia l’esibisce luccicante come non mai. Il Napoli dell’Olimpico non perdeva un attimo a guardarsi intorno, lucido, determinato, finalmente cattivo nelle chiusure. Il resto, pensava don Rafe’, lo faranno quei satanassi là davanti. Come poi accadeva. Proprio per la cattiveria che dicevamo aveva fatto la scelta (pesantissima) di mettere in campo nei primi 11 De Guzman al posto di Hamsik. “Ma che, è pazzo? Ci dicevamo in tribuna stampa. L’abbiamo capito dopo: non era pazzo.
Koulibaly 7,5 – Quando non c’è da usare il fioretto, ma assai di più l’energia e i muscoli, eccolo qua che ti rispunta fuori il pinnacolo nero, preso appunto per svettare sulle temutissime palle alte e nelle chiusure. Pian piano prende coraggio e viene persino fuori dall’area palla al piede perfezionando il takle di poco prima. Che ti fa il morale…
David Lopez e Gargano 7 – Sì loro, quelli della diga di Brutti Sporchi e Cattivi a protezione della difesa. Il loro segreto? Ai due non fa schifo mettere le mani nel cestino dei rifiuti a raccogliere i palloni sporchi, quelli che non danno lustro, perché i ben educati li schifano e non ti danno i bei voti in pagella. Loro non li schifano, anzi quelle palle sporche persino le lustrano.
Albiol 7 – C’è sempre. Vivaddio, c’è sempre. E guarda caso quando lui c’’è la difesa, No, non è un caso.
CATTIVI
Cattivi? Dove, quando?”.