BERGAMO – Lo sgambetto degli ex. All’Atalanta di Edy Reja non basta un’ora di perfezione, il rientro della Lazio nel finale porta ad un 1-1 che, alla luce del successo della Roma contro il Genoa, per la banda Pioli è di fatto un mezzo passo falso. Merito degli orobici, capaci per almeno sessanta minuti di un’applicazione tattica feroce: soltanto uno strepitoso Marchetti ha permesso ai biancocelesti di restare aggrappati disperatamente alla partita, arrivando a creare diverse occasioni per il pareggio, poi centrato da una zampata del “solito” Parolo sugli sviluppi di un corner.
REJA ORDINA, BIAVA ESEGUE – L’ex tecnico laziale prepara alla perfezione la partita, alzando il pressing contro un tandem difensivo, quello composto da Mauricio e Ciani, di indubbia prepotenza fisica ma di rivedibile qualità tecnica in uscita di palla. L’assenza di un punto di riferimento in avanti come Klose e di un regista a tutto campo come Biglia ha fatto il resto: la pressione atalantina ha messo in grande difficoltà la manovra biancoceleste, solitamente fluida. A punire Marchetti è stato un insospettabile ex: Giuseppe Biava, in avvio di ripresa, ha punito la Lazio su un corner da destra, dopo che il portiere aveva parato tutto il parabile. Il centrale, autore di una prova maiuscola, non esulta dopo il gol che può significare salvezza per l’Atalanta, anche se molto passerà da Cagliari-Parma, ultima spiaggia per gli isolani.
UNA LAZIO SPACCATA – Il centrocampo scelto da Reja – Migliaccio a protezione della difesa, Cigarini e Carmona intermedi – mette in inferiorità numerica quello ospite, poco aiutato dal quartetto offensivo composto da Candreva, Mauri, Anderson e Keita, in crescita nei movimenti da prima punta ma ancora troppo poco freddo negli ultimi sedici metri. Il primo squillo del match è proprio dello spagnolo, che col sinistro a giro pennella da 25 metri: palo pieno a Sportiello battuto. Ma è un fuoco di paglia, i lombardi prendono gradualmente possesso delle redini del gioco e la Lazio, spaccata in due, non riesce mai ad aggirare la pressione dei padroni di casa. E’ su palla inattiva che Marchetti deve scaldare i guanti al quarto d’ora, rispondendo a un velenoso colpo di testa di Migliaccio. Bravissimo il portiere anche tre minuti più tardi, alzando sopra la traversa una girata da centravanti consumato di Biava. D’Alessandro è un rebus irrisolvibile per un distratto Radu, la Lazio mette la testa avanti soltanto dopo la mezz’ora, con Keita che non punisce un erroraccio di Masiello: destro secco sull’uscita di Sportiello, grande risposta del portiere. La fascia sinistra ospite viene presa d’assalto, sull’ennesimo cross rasoterra uno scivolone di Pinilla diventa un velo decisivo per Gomez. “El Papu” sfodera un destro pressoché perfetto, Marchetti di puro istinto manda i suoi negli spogliatoi sullo 0-0.
VANTAGGIO, LOGICA CONSEGUENZA – Dal tunnel, se possibile, esce un’Atalanta ancora più grintosa. A Gomez la parata di Marchetti non è andata giù, l’ex etneo spara da 30 metri. E’ un destro da incorniciare per potenza e precisione, l’estremo laziale non può nulla, lo salva il palo. Il rimpallo sulle mani del portiere sembra fortunato, con la sfera che non si insacca ma termina in corner. L’appuntamento con il gol è soltanto rimandato. Mauricio osserva Biava volare in cielo per incornare l’angolo da destra, i dieci minuti che seguono sono di puro panico per la Lazio, che rischia grosso quando Cigarini può scatenarsi in campo aperto. Ma gli sforzi fisici della prima ora di gioco incidono anche sui muscoli del regista, che non può scattare e prova la conclusione da lontano, senza impensierire Marchetti. Sembra solo un’occasione sprecata, in realtà è l’inizio di una nuova partita.
RIEMERGE LA LAZIO – Il pari potrebbe arrivare già sul capovolgimento di fronte, con Keita che scappa sul filo del fuorigioco ma colpisce troppo debolmente per superare l’uscita di Sportiello. La Lazio torna a crederci, Basta pennella da destra per la testa di Keita. Con Klose l’epilogo sarebbe scontato, l’incornata dello spagnolo termina invece a lato. Pioli rilancia Djordjevic, in campo a distanza di tre mesi e mezzo dall’infortunio patito contro il Milan, richiamando in panchina Mauri, mai in partita. Si accende anche Felipe Anderson, spettatore non pagante sin lì, ma il suo assist per Candreva viene vanificato dal pessimo tiro dell’87 laziale, in giornata no come quasi tutti i suoi compagni. Ad agguantare il pareggio ci pensa Marco Parolo, sfruttando una delle rare palle inattive efficaci della stagione biancoceleste. Corner da destra, Bellini perde il riferimento con il centrocampista e lo tira per la maglia. Sarebbe rigore, l’ex Parma ne approfitta invece per fare leva sull’avversario e infilare imparabilmente Sportiello con una splendida mezza girata in acrobazia. Reja si rimette in tasca il foglietto del cambio Cigarini-Scaloni e al posto del regista inserisce Moralez, Zappacosta sfiora subito il 2-1 di testa. L’occasione più grande del finale capita però sul sinistro di Djordjevic, pescato a centro area da uno strappo di Felipe Anderson: conclusione mancina deviata, pallone alto, un punto a testa. Gli ex Reja e Biava danno un dispiacere alla Lazio, per i biancocelesti si prospetta un finale di campionato di fuoco.
ATALANTA-LAZIO 1-1 (0-0)
Atalanta (4-3-3): Sportiello 6.5; Bellini 6.5, Biava 7, Masiello 5.5, Del Grosso 6; Cigarini 7.5 (34′ st Moralez sv), Migliaccio 7, Carmona 6.5; D’Alessandro 7.5 (25′ st Zappacosta 5.5), Pinilla 6 (25′ st Bianchi 5.5), Gomez 7. (Avramov, Frezzolini, Cherubin, Dramè, Emanuelson, Scaloni, Grassi, Boakye, Rosseti). All.: Reja
Lazio (4-2-3-1): Marchetti 7.5; Basta 6.5, Mauricio 4.5, Ciani 5, Radu 4.5 (24′ st Braafheid 6); Cataldi 6, Parolo 6.5; Candreva 5, Mauri 5 (19′ st Djordjevic 6), Anderson 5.5; Keita 5.5 (31′ st Perea sv). (Berisha, Strakosha, Cavanda, Gentiletti, Konko, Novaretti, Ledesma, Lulic, Onazi). All.: Pioli
Arbitro: Orsato
Reti: 4′ st Biava, 32′ st Parolo
Ammoniti: Anderson, Masiello, Cataldi, Sportiello, Basta, Cataldi, Perea, Ciani
Recupero: 0 e 5′
Fonte: Repubblica
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