Roma, Garcia in clima derby: “La Lazio ha giocato 120′, meglio giocare martedì…”

ROMA – Fuori i cancelli, l’incitamento da parte di circa cinquecento tifosi arrivati a Trigoria per caricare la squadra in vista del derby. Dentro, il sarcasmo di Rudi Garcia, durante la conferenza pre-partita, che provoca gli avversari sia quando parla di campo (“Sono i favoriti”), sia quando commenta lo slittamento di data, voluto dalla Lazio: “Faremo in modo martedì…”. “Lunedì, mister”, lo correggono in sala stampa. “Ah, non l’hanno spostata di nuovo visto che hanno giocato 120 minuti in Coppa Italia?”.

SARCASMO CONTRO LA LAZIO – Ha riposto il fioretto in qualche luogo nascosto, per prendere la sciabola e tornare a colpire – comunicativamente parlando – un intero ambiente che sta vivendo con fibrillazione l’attesa per il derby, così come fece in passato con alcuni claim che hanno fatto la sua storia in giallorosso. In molti ricorderanno la frase: “Un derby non si gioca, si vince”. In questo caso Garcia ha ‘affilato’ la sciabola a suon di sarcasmo per ribadire più volte un concetto: “Tutti dicono che siamo i più scarsi, che loro giocano il calcio più bello d’Italia e che hanno già vinto la partita. Questo – prosegue il francese – ci rinforza e ci carica nel fare di tutto per smentire i pronostici”. Non la comprende la negatività nei giudizi sulle modalità di avvicinamento alla stracittadina della sua squadra e la iper-valutazione dell’operato degli avversari: “Il campo è l’unico posto da cui vengono le dimostrazioni. Si fronteggeranno due formazioni di alto livello e ci sarà l’arbitro migliore d’Italia. E’ un bene perché ricordo che la Lazio ha vinto l’ultima partita grazie ad un gol irregolare, dopo aver pianto per come hanno perso contro l’Inter. Come si dice? Che vinca il migliore: ecco, dobbiamo dimostrare di essere noi”.

DERBY DI CHAMPIONS – I significati di un Lazio-Roma sono insiti nel match stesso. In più, stavolta, in palio c’è quel secondo posto – obiettivo minimo sindacale per tutto l’ambiente romanista – che arriverebbe aritmeticamente grazie ad una vittoria: “C’è la possibilità di non avere bisogno dell’ultima partita contro il Palermo e questa è una chance fantastica. Siamo già certi dei preliminari – grazie alla vittoria della Juventus contro il Napoli – ma vogliamo arrivare secondi e giocheremo per vincere, senza altro sentimento che una grandissima voglia da parte di tutto il club di fare la gara giusta, ossia quella che ci garantirà i tre punti”. Nessun condizionamento o preventivi slanci euforici, dunque; con la squadra in ritiro a Trigoria (dopo l’allenamento il gruppo  si recherà nell’albergo in centro città dove attenderà il pomeriggio di lunedì per arrivare senza problemi logistici e di traffico all’Olimpico), Rudi Garcia garantisce sulla tenuta mentale della squadra a dispetto del già matematico terzo posto. E assicura tutti, anche sull’apporto che lui stesso fornirà nello spogliatoio in queste ultime ore prima del match: “Amo questa maglia e farò di tutto per dare il meglio di me. Mi auguro che tutti insieme, tifosi, dirigenti, staff e giocatori, spingeremo abbastanza da prendere i tre punti e chiudere in anticipo la stagione, visto che questa opportunità l’abbiamo solamente noi. Avremo un sostegno importante, come abbiamo visto nel pomeriggio qui fuori a Trigoria e combatteremo anche per i nostri tifosi”.

AGGRAPPATO AI ROMANI – Tornerà tra i convocati Maicon, più per un ausilio di carisma allo spogliatoio che per le reali chance di vederlo titolare dal primo minuto: il brasiliano è per il suo allenatore un innesto fondamentale e Rudi Garcia non ha voluto farne a meno per quella che potrebbe essere una tra le sfide più importanti della sua carriera da allenatore della Roma: “Per noi non è una finale ma vogliamo fare in modo che sia l’ultima gara che conta della stagione. Non penso sia la più importante ma sicuro una di quelle che ho più piacere ed entusiasmo ad affrontare: i giocatori lo sanno – dice Garcia – facciamo questo mestiere per giocare queste partite che valgono un obiettivo. Ma voglio che il derby inizi lunedì, non prima: siamo abbastanza tranquilli”. Parole che sembrano riferirsi a Totti, De Rossi e Florenzi, i romani che, come è noto, approcciano al derby con un carico emotivo certamente più ingombrante rispetto al resto dei calciatori: “Tutti i cervelli vanno in fuoco nella settimana che porta alla gara – conclude l’allenatore transalpino – E’ il bello del derby. Avere romani e romanisti in squadra penso sia un vantaggio: possono trasmettere agli altri la loro voglia di fare bene e dare il massimo in una partita così”. Così importante che potrebbe dare un senso compiuto alla pur complicata stagione; così importante da valere la Champions e i 50 milioni che il secondo posto garantirebbe.

as roma

serie A
Protagonisti:
Rudi Garcia
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