OBIETTIVO NAPOLI – Napoli, il doppio volto: risparmiarsi per l’Europa e perdere tutto

di Vincenzo Letizia

Quando si decide di “gestirsi” in campionato per preservare energie e uomini in vista della Champions, il rischio è quello di restare a mani vuote: perdere Filippo e… anche il panaro.

Il Napoli di Conte sta vivendo una pericolosa crisi di identità. Lo scorso anno la difesa era il punto di forza, oggi è il tallone d’Achille. E i segnali di cedimento arrivano da più fronti: nervosismo, infortuni muscolari, e una condizione atletica che lascia più di un dubbio.

Lucca, da promessa a delusione

L’ennesima controprestazione di Lorenzo Lucca pesa come un macigno. Da “presunto campione” — osannato dai fedelissimi di De Laurentiis — a oggetto misterioso: non tiene una palla, non incide di testa, e addirittura lascia i compagni in dieci per una reazione inutile e dannosa.
E allora la provocazione diventa quasi logica: se Hojlund dovesse ancora mancare, perché non provare McTominay da centravanti? Grinta, cattiveria e lucidità non gli mancano, e in zona gol sa farsi rispettare.

Conte, tra orgoglio e ombre

Conte continua a confermarsi “grande” in campionato, ma in Europa la sfortuna non basta più come alibi. Il tecnico salentino deve ritrovare umiltà e, soprattutto, rivedere la preparazione fisica di una squadra che sembra esplodere muscolarmente a ogni partita.
E forse è tempo anche di rimettere mano al modulo: il 4-3-3 resta la veste più naturale di questo Napoli, anche a costo di panchinare qualche big che oggi non fa più la differenza.

Meret, Di Lorenzo e il peso della critica

Fa riflettere anche il trattamento a due velocità: se il gol subito da Milinković-Savić lo avesse preso Meret, le critiche sarebbero state feroci.
E poi c’è Di Lorenzo: simbolo del Napoli campione d’Italia, oggi appare stanco, svuotato, bisognoso di una pausa per ritrovare lucidità e forza.

Una sconfitta inaccettabile 

Si può perdere, certo. Ma non così. Non con questa leggerezza, non con questa mancanza di fame.
Conte e la squadra dovranno chiedere scusa ai tifosi: non per il risultato, ma per l’atteggiamento.
Perché, diciamolo senza giri di parole: questa, più che una sconfitta, è stata una figura da dimenticare.

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