OBIETTIVO NAPOLI: Lo 0-0 della noia che stufa i tifosi

Se il calcio è lo “show-business” per eccellenza, la sfida del Sinigaglia tra Como e Napoli ha rappresentato una preoccupante battuta d’arresto per l’intero sistema. Lo 0-0 finale è lo specchio fedele di una partita esteticamente povera, quasi respingente, caratterizzata da una ragnatela di “passaggini” orizzontali dei lariani e da un Napoli prigioniero di un infinito quanto sterile giropalla all’indietro. Una serata che non fa bene al movimento e che sembra studiate apposta per svuotare gli stadi invece di riempirli.

Nel primo tempo Como più intraprendente

L’avvio di gara ha visto i padroni di casa decisamente più in palla. Il Como ha gestito il ritmo, costruendo almeno due palle gol nitide che avrebbero meritato miglior fortuna. Gli uomini di Fabregas hanno mostrato una fluidità di manovra superiore, mentre gli azzurri sono apparsi contratti, quasi timorosi di verticalizzare. Nonostante la noia dilagante, è stato però il Napoli ad andare più vicino al vantaggio: Matteo Politano, con il suo classico movimento a rientrare, ha scagliato un tiro a giro dal limite dell’area che si è stampato su un clamoroso palo a portiere battuto. Un lampo di classe in un deserto di idee.

Il caso De Bruyne

La ripresa, se possibile, ha offerto uno spettacolo ancor più deludente. La nota di cronaca più significativa arriva poco dopo l’inizio del secondo tempo, con l’uscita dal campo di Kevin De Bruyne. Il belga, un tempo faro della Premier League con la maglia del Manchester City, è incappato nell’ennesima prestazione incolore della sua parentesi italiana. Lontano dai ritmi che lo hanno reso un fuoriclasse mondiale, l’ex City sembra l’ombra di se stesso, incapace di incidere e di dare qualità alla manovra azzurra.

L’Ombra di Conte

Al termine della gara, il tecnico Antonio Conte si è dichiarato soddisfatto del punto ottenuto, sottolineando la solidità difensiva e l’importanza di muovere la classifica in un campo difficile. Una visione che però cozza violentemente con il sentimento della piazza. I tifosi partenopei, stanchi di assistere a una squadra troppo votata alla prudenza e ai retropassaggi sistematici, iniziano a manifestare i primi segni di insofferenza verso un gioco che appare lontano anni luce dall’identità spregiudicata del passato.
Il calcio vive di emozioni, gol e verticalizzazioni. Se l’obiettivo diventa solo non perdere attraverso un possesso palla difensivo, il rischio è che il pubblico trovi presto passatempi migliori della Serie A. Questo pareggio accontenta le panchine, ma punisce chi ama questo sport.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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