LE INTERVISTE – Como, Fabregas: soddisfatto del gioco, ma non del pareggio

Il progetto Como continua a stupire e a guadagnare consensi, non solo per i risultati ma per un’identità di gioco ormai definita e coraggiosa. Al termine del pareggio a reti bianche contro il Napoli, Cesc Fabregas si è presentato ai microfoni di DAZN con il piglio di chi non si accontenta più del semplice “buon punto”, rivendicando con forza il lavoro svolto nell’ultimo anno e la crescita esponenziale dei suoi ragazzi. Una prestazione di personalità che conferma come la formazione lariana sia ormai una realtà solida del nostro campionato, capace di guardare negli occhi le grandi senza timori reverenziali. In questo senso vanno le dichiarazioni dei lariani: «In un anno sono molto orgoglioso di quanto fatto. Volevo questa squadra, avremmo potuto vincere. Abbiamo recuperato tante palle; Nico Paz, Da Cunha e anche Perrone sono giovanissimi che oggi hanno lottato contro giocatori del calibro di De Bruyne, McTominay e Lobotka, che sono tre campioni assoluti

Fabregas è soddisfatto della prestazione ma non del risultato: «Non sono contento al cento per cento: volevo vincere e non l’abbiamo fatto. Sono esigente con i ragazzi e quando non mi danno quanto chiedo, come successo nella semifinale di Coppa Italia o contro il Sassuolo, non lo dimentico. Tuttavia, il più delle volte mi danno tanto. Sono esigente, ma so bene cosa siamo diventati dopo un anno e il percorso che abbiamo tracciato

Il Como rischia di perdere Nico Paz:
«Il futuro? Non è il momento di parlarne, mancano ancora tre partite. Ripeto, sappiamo da dove veniamo e cosa stiamo costruendo. Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme e saper fare tutto, puntando a un’idea di calcio totale. Se sbaglia il Pallone d’Oro Dembelé, possiamo farlo anche noi. Dobbiamo migliorare pian piano, siamo una squadra molto giovane

Mister, ci ha mostrato un nuovo schema sull’avvio della partita…
«Quella giocata Da Cunha la fa spesso. Forse oggi è sembrata un po’ diversa, ma la vediamo da tempo in allenamento: se segui il Como con attenzione, te ne accorgi subito.»
Il pareggio del “Maradona” restituisce un Fabregas ambizioso e quasi “insoddisfatto”, segno tangibile di una mentalità che ha trasformato il Como da neopromossa a laboratorio di talento. Il tecnico spagnolo non ha paura di alzare l’asticella, citando i momenti bui come monito costante per non abbassare la guardia. In attesa di definire il proprio futuro al termine del campionato, la sensazione è che il “calcio totale” targato Fabregas sia solo all’inizio della sua evoluzione.

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