Il tecnico azzurro analizza il pareggio maturato contro la squadra di Fabregas, sottolineando la crescita del gruppo nonostante le difficoltà tattiche incontrate durante il match. Un punto che muove la classifica e avvicina i partenopei al traguardo europeo.
«Cosa mi lascia questo pari? È stata comunque una buona prestazione. Sia noi che il Como ci giocavamo tantissimo, forse più loro anche a livello di qualificazione in Champions, ma sappiamo che queste gare possono lasciare strascichi. Abbiamo un po’ faticato a dare la pressione giusta. Non dimentichiamo che loro hanno un portiere che sta sempre alto, Butez sa sempre ritrovare la posizione e farti correre 80 metri dietro. I ragazzi sono stati bravi, hanno avuto giocate e occasioni per fare gol. Siamo cresciuti. Mancano tre partite, abbiamo fatto un passo in avanti non solo per la Champions, ma anche per andare un po’ più in alto possibile. I ragazzi hanno fatto una buona prestazione su un campo molto difficile».
Eppure nel primo tempo si è vista qualche sbavatura di troppo in fase di impostazione, specialmente in uscita.
«Nel primo tempo il Como ha avuto occasioni grazie alle nostre palle perse. I play non erano sincronizzati, su questo abbiamo sbagliato e perso palloni in modo stupido. È stata una partita in equilibrio, specie nel secondo tempo dove abbiamo avuto molte occasioni, anche nel primo tempo con Hojlund. Abbiamo fatto scelte sbagliate».
Parlando dei singoli, ha sorpreso il cambio tattico finale. Come ha visto De Bruyne e cosa l’ha spinta a inserire Anguissa?
«Kevin sta come sempre, con la Cremonese ha disputato una buona partita e ha segnato. È nelle stesse condizioni fisiche delle ultime uscite. Tuttavia, ci sono gare in cui si salta di meno. Ha fatto la sua parte, è stato molto ordinato. Poi, ho deciso di far entrare Anguissa e spostare McTominay sulla trequarti».
Le parole di Conte riflettono la consapevolezza di un allenatore che preferisce guardare alla solidità ritrovata piuttosto che ai due punti persi. In un finale di stagione dove ogni centimetro scotta, il tecnico salentino sceglie la via dell’equilibrio, proteggendo i suoi “play” dalle critiche per le disattenzioni iniziali e rilanciando la sfida per le ultime tre fatiche di campionato. Il Napoli non brilla per cinismo, ma la strada verso l’Europa sembra ormai tracciata.