Fumata grigia. Non c’è (ancora) l’accordo per l’acquisto di Mario Gila, che si è fermato ieri a un passo dalla definizione per divergenze tra le parti sulle contropartite tecniche. La Lazio in cambio del difensore spagnolo chiede infatti in maniera tassativa uno tra Lorenzo Lucca o Rafa Marin. Il Napoli offre invece (oltre a 15 milioni cash) l’attaccante belga Cyril Ngonge, che è appena rientrato alla base per fine prestito. La proposta non intriga però Claudio Lotito e da Roma hanno fatto sapere di essere disponibili a chiudere per 30 milioni in contanti, se non sarà possibile inserire alcun giocatore azzurro nella sofferta operazione. Di qui il braccio di ferro, con il direttore sportivo Giovanni Manna che è tuttavia forte dell’intesa già raggiunta con il giocatore di Barcellona: 3 milioni a stagione per i prossimi quattro anni.
Gila vuole il Napoli (anche per esordire in Champions League) e ad attenderlo a braccia aperte c’è Massimiliano Allegri, che sta vivendo a sua volta delle giornate movimentate in attesa di liberarsi dal Milan. L’esonero subito dal club rossonero (e soprattutto le sue modalità) hanno dato parecchio fastidio al tecnico livornese, che però si è promesso a De Laurentiis e per questo ha dato mandato ai suoi rappresententanti – legali e non – di studiare la formula giusta per permettergli in tempi rapidi di voltare pagina. Una soluzione si troverà e tutto lascia pensare che la situazione di stallo possa sbloccarsi tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Il successore di Antonio Conte non vede l’ora del resto di firmare il contratto triennale, da poco più di 10 milioni netti, che gli permetterà presto di prendere possesso della panchina azzurra.
Ma Allegri sotto traccia è già operativo e ha seguito con interesse l’assalto di ieri a Gila, portato per conto del Napoli dall’agente del difensore spagnolo: Alejandro Camano. È stato lui infatti a presentare l’offerta azzurra alla Lazio, per adesso senza successo. Manna non vuole cedere Rafa Marin e su Lucca è drastico: niente prestito, conferma o addio a titolo definitivo. Per questo non si è trovato un punto di incontro, dopo che il braccio destro di De Laurentiis aveva già sbarrato la porta a Lotito per Sam Beukema, altro incedibile.
Nei piani del Napoli non c’è alcuna rivoluzione e la strada da seguire sul mercato sarà quella della continuità. Non a caso si può già ipotizzare una lista dei giocatori considerati intoccabili da Allegri: il capitano Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani, Alessandro Buongiorno, Scott McTominay, Matteo Politano, Rasmus Hojlund e Alisson-Santos. È da questi “Magnifici 7” che dovrà partire il nuovo corso, a cui prenderanno quasi sicuramente parte pure Leonardo Spinazzola (contratto appena rinnovato), Miguel Gutierrez, Billy Gilmour e i brasiliani Giovane e David Neres. Tra color che son sospesi restano invece i due portieri – Alex Meret e Vanja Milinkovic-Savic – Mathias Olivera, Stanislav Lobotka, Antonio Vergara, Frank Anguissa, Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku: otto giocatori su cui per motivi differenti sono in corso delle valutazioni. Almeno la metà di loro potrebbero a fine mercato cambiare aria.
Il Napoli non ha invece alcuna intenzione di privarsi di McTominay, anche se la trattativa per il rinnovo del suo contratto non si è ancora conclusa con la sospirata fumata bianca. Se ne riparlerà alla fine dei Mondiali americani, in cui il centrocampista ha esordito con una vittoria alla guida della sua Scozia, contro Haiti. L’MVP del quarto scudetto ha ottime chance di superarare la fase a gironi con la sua Nazionale e per questo il club azzurro dovrà avere pazienza, visto che De Laurentiis si è raccomandato di non disturbare il giocatore durante la manifestazione iridata. Il presidente non è preoccupato dei rumors su un possibile assalto alla sua stella del Real Madrid ed esclude che possa ripetersi un altro caso Kvaratskhelia. Ma fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, al di là dei rapporti eccellenti di “McFratm” con società, tifosi e città. Prima si chiude e meglio è. Allegri aspetta a braccia aperte il leader dei “suoi” Magnifici 7.
Repubblica.it