PERFEZIONISTA E AMBIZIOSO, DALLA GAVETTA AL NAPOLI. ECCO CHI E’ CRISTIANO GIUNTOLI

Giuntoli_DSC_8729-e1433777469978-900x444“I soldi per il mercato li metterò io. Anche se per voi ha senso solo quello che costa tantissimo. Ma io vi ricorderei che Tevez è costato 9mln di euro, Pogba 0, quindi il problema è di palle, di conoscenza del mercato…”
Così parlò De Laurentiis, rivolgendosi ai giornalisti, nella conferenza stampa di addio di Rafa Benitez da Napoli. Parole nette ed eloquenti con un destinatario preciso: Riccardo Bigon. Si, proprio lui. Il direttore sportivo che, Cavani a parte, non è stato capace di lasciare un segno a Napoli, legandosi opportunisticamente all’allenatore di turno. Scarse conoscenze del calcio italiano e internazionale: una scommessa persa.
Chi invece è abituato a rischiare e a vincere è Cristiano Giuntoli, aglianese di nascita e formazione calcistica (43).
Deciso, ambizioso, perfezionista, Giuntoli viene dalla gavetta. Tanti gli anni a visionare, ogni settimana, giocatori di Eccellenza, Serie D e Lega Pro. Conoscenza maniacale del calcio minore, quello che può permetterti di allestire una squadra con un budget risicatissimo. «Io prendo ragazzi gratis dai dilettanti, li scelgo grossi e pesanti, oppure piccoli e agili: in un’orchestra servono i tromboni e i violini. Ma soprattutto li scelgo affamati. Chi più della gioventù che gioca nelle serie inferiori può esserlo? La nostra parole d’ordine è sacrificio». Parole che fanno venire i brividi se legati ad una squadra, come quella azzurra, che negli ultimi anni sembra aver perso quell’umiltà che non deve mai mancare, quella fame e voglia che ti fanno diventare grandi.
Non lascia niente al caso il buon Cristiano: nella sua mentalità tutto può essere portato all’apice, migliorato e perfezionato. Dall’altezza dell’erba alla tenuta dei campi d’allenamento, passando per l’alimentazione e preparazione fisica dei calciatori. Uno stakanovista della perfezione, meticoloso in ogni aspetto.
Solo così, d’altronde, si spiegano i successi dell’ingegnere. Così lo chiamano a Carpi, dove arriva nell’ottobre del 2009 su volere di Giandomenico Costi, dirigente del nuovo Carpi FC 1909 di Stefano Bonacini e Claudio Caliumi. La struttura tecnica è nelle sue mani ed il Carpi inizia la scalata. Conquista prima la C2 poi, l’anno successivo, arriva anche la promozione in C1. Nella stagione 2011/2012 arriva ad un passo dalla B, perdendo la finale playoff contro la Pro Vercelli, ma il salto in B è solo rimandato perché l’anno successivo arriva in finale playoff contro il Lecce, vince e conquista la serie cadetta. Il meccanismo è ben oliato e funziona. Nel 2014 la prima salvezza in B, fino ad arrivare all’approdo in serie A di quest’anno, dominando il campionato.
E’ un visionario Giuntoli, mira in alto. De Laurentiis se n’è accorto e l’ha chiamato alla sua corte. Il Carpi dei miracoli è costato circa 4 milioni di euro, con un tetto ingaggi pari a 2,5 milioni lordi (dati relativi all’ultima stagione). Molto meno dello stipendio annuale del solo Gonzalo Higuain. Musica per le orecchie del patron.
Giocatori sconosciuti portati agli onori della cronaca sportiva. Dai vari Lasagna, Lollo, Letizia, fino ai Gagliolo, Di Gaudio e Mbakogu. Quest’ultimo è forse l’emblema del lavoro di Giuntoli: attaccante nigeriano classe ’92, arrivato in prestito dal Padova nel 2013, è stato acquistato a costo zero l’anno dopo in seguito al fallimento del club veneto. La vera rivelazione di serie B, con tanto di 15 reti all’attivo. Più di una ogni due partite.
Manca solo l’ufficialità e poi Cristiano Giuntoli sarà il nuovo direttore sportivo del Napoli. Prima però di iniziare la sua avventura con il nuovo club, Giuntoli porterà a conclusione le trattative che aveva già cominciato per costruire la rosa del Carpi in serie A. Poi potrà iniziare la sua storia in azzurro, la favola più bella.

Angelo Gallo

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