Editoriale. Juventus – Napoli non è mai stata una partita come le altre, bensì una sfida tra due squadre che hanno fatto la storia del calcio italiano. Tra le compagini azzurre e bianconere non corre buon sangue, esiste una rivalità atavica che sfocia nell’odio calcistico. La gara di stasera rappresenta una svolta per entrambe le formazioni che sono a pari punti in classifica. Il ritorno di Allegri a Torino, in veste di ex, ma non per la prima volta, costituisce un motivo in più per dare risalto al big match. Per il livornese, otto stagioni sulla panchina della squadra più scudettata d’Italia, con dodici trofei vinti e due Champions League sfiorate, a causa di altrettante sconfitte in finale. E’ indubbio che l’allenatore, attualmente del Napoli, ha trascorso, in bianconero, i momenti più belli della sua carriera vincente. Tuttavia un ritorno solo virtuale, non essendo presente in panchina per via della squalifica. Allegri sarà obbligato a seguire la gara dalla tribuna, dando indicazioni al suo vice Landucci che lo ha già sostituito col Monza. Di sicuro sarà una notte di amarcord in campo, per i tanti giocatori azzurri vincitori del terzo scudetto : da Meret a Di Lorenzo, da Rrahmani a Olivera, da Anguissa a Politano, Poi c’è Luciano Spalletti sull’altra sponda, il tecnico juventino che trionfò a Napoli sbaragliando la concorrenza, vincendo il titolo con ben 16 punti di vantaggio sulla seconda. Un minimo di nostalgia ed emozione, il mister di Certaldo le proverà. Il big match di Torino per il Napoli ha un gusto particolare, i partenopei sentono tantissimo l’importanza di questo scontro tra ex titani. Le due contendenti, infatti, sono partite molto male in questo primo scorcio di serie A e sono già lontane dal vertice della graduatoria di 11 punti,, per cui una sconfitta, per ambedue,, sarebbe una mazzata fortissima, Per rimanere nel giro dell’Europa che conta vi è un solo risultato, però come spesso succede in queste partite speciali , prevale la paura di perdere e si finisce per dividere la posta in palio, per un nulla di fatto che non cambierebbe la situazione. Nella conferenza stampa della vigilia, il buon Max ha messo in guardia i suoi, affermando che la formazione bianconera ha sette vite, quindi non bisogna darla per morta. Chi la spunterà? Lo scopriremo soltanto vivendo!