Un camper, una streghetta nello zaino e un cuore colmo di passione. Un’attrezzatura rudimentale, scelta da Giampaolo Imbriani per affrontare il viaggio che lo sta portando in giro per l’Europa a diffondere l’insegnamento di Carmelo, il fratello campione che oggi non c’è più.
Carmelo è stato un buon calciatore, che ha regalato sprazzi di bel calcio a chi ha voluto goderne. Non un fenomeno, questo no; ma un grande uomo che ha fatto della normalità la sua miglior virtù. Nato e cresciuto nel Sannio, non ha mai dimenticato le proprie radici, dimostrando un attaccamento viscerale ai valori della propria terra. L’amicizia, la lealtà, il coraggio di lottare per ciò che si ama; grazie ad essi Carmelo è riuscito a restare fuori dal vortice dello star system, dal becero sensazionalismo con cui il mondo del calcio artiglia le giovani promesse e le svuota della loro umanità. Un’impresa reale che gli ha permesso di farsi amare ovunque sia andato, riuscendo nell’ardua impresa di unire ciò che il calcio solitamente divide. Prima che la malattia lo portasse via, ha potuto toccare con mano i risultati degli insegnamenti lasciati nelle città in cui ha vissuto, raccogliendo il caloroso tributo di tifoserie avversarie unite nel suo nome.
Suo fratello Giancarlo è appena stato in Spagna, viaggiando di città in città con la maglia raffigurante l’esultanza di Carmelo, divenuta l’emblema dei valori di solidarietà calcistica che va professando. Pochi giorni fa Giampaolo è stato a Madrid, dove ha avuto il piacere di incontrare Fabio Pecchia, compagno di Carmelo a tempi del Napoli con cui condivideva la stanza a Soccavo. I due sono legati a doppio filo da quando Pecchia si prodigò per l’amico ricoverato in ospedale, mobilitando il mondo del calcio affinché arrivasse a Carmelo un messaggio forte di solidarietà che lo inducesse a continuare la resistenza. Ancora una volta, a distanza di anni, Pecchia ha dimostrato di meritare la cieca fiducia che Carmelo aveva in lui, per qualità umane che trascendono il semplice aspetto calcistico. Giampaolo è infatti tornato dal Bernabeu con una maglia in più nel suo camper, la numero sette di Cristiano Ronaldo autografata dal campione portoghese, che servirà ad accogliere nuovi proseliti nel progetto di un calcio più sano. Oltre a questo grande dono, Pecchia ha attaccato sulle pareti dello spogliatoio del Real l’adesivo dell’iniziativa “Imbriani non mollare”, un piccolo gesto che porta nel mondo la storia e gli ideali di Carmelo.
Il destino sa essere beffardo e adesso più che mai, con l’alluvione nel Sannio, sta mostrando il suo ghigno peggiore. Eppure, finché esisteranno persone come Carmelo e Giampaolo Imbriani, Fabio Pecchia e tutti coloro che sostengono iniziative come questa, il mondo del calcio saprà rispondere alle avversità della vita con un sorriso, fonte di luce e forte sostegno per chi continua a lottare.
fonte: gianlucadimarzio.com
