Simone Inzaghi (lapresse) ROMA – È lui, Simone Inzaghi, il “one man show” di questa Lazio. L’allenatore biancoceleste è stato decisivo con le sue scelte anche nella vittoria sul Genoa, preparata tatticamente alla perfezione e condotta con il suo solito spirito ancora tipico del calciatore. Lo si nota in particolare quando sul risultato di 0-0 si getta a capofitto su un pallone appena uscito dal campo per far ripartire un potenziale contropiede o quando urla a Patric di sbrigarsi a entrare, salvo poi chiedergli quasi scusa per i toni usati. Durante la partita entra in completa trance agonistica, l’allenatore della Lazio, vero uomo copertina di questa squadra che si ritrova al terzo posto in classifica.
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“MI SONO MERITATO QUESTA PANCHINA” – Una sorpresa per tutti, ma non per lui, come spiega in una lunga intervista rilasciata durante la trasmissione di Radio 1, “Radio Anch’io sport”: “Diciamo che ci speravo, siamo partiti con qualche difficoltà, ma conoscevo il valore della squadra che avevo lasciato lo scorso giugno. Adesso viene il difficile perché dobbiamo fare in modo di rimanerci”. Così come lui ha sperato di rimanere allenatore della Lazio nel corso di un’estate turbolenta, che prima aveva portato Bielsa in biancoceleste e poi, dopo le dimissioni del “Loco” ancora prima di cominciare, ha riportato Inzaghi in panchina: “Penso che tutti abbiamo un percorso, si vede che era destino. Io sono convinto di averla meritata questa panchina, anche se non sembrava così. La Lazio mi ha richiamato e ci avrei pensato due volte se fosse stata un’altra squadra, ma non qui. È casa mia da 17 anni. Non sono mai tornato sull’argomento con Lotito, neanche con una battuta: sono cose serie e non mi va di scherzare su questo argomento. Massima serenità qualsiasi cosa fosse successa, sarei andato a Salerno senza problemi ed avrei fatto il massimo. Ora le cose vanno bene e dobbiamo continuare su questa strada. Siamo stati cinici e finora ci siamo fatti valere, secondo me non meritavamo neanche di perdere contro Juventus e Milan”.
“IL NOSTRO ATTACCO È PIENO DI TALENTO” – È un perfezionista Inzaghi, uno che non si accontenta mai e pieno di ambizione. Così gli viene domandato di fare una previsione se reputi più semplice che la Lazio si qualifichi per l’Europa o che il Venezia di suo fratello Filippo sia promosso in Serie B: “Vincere il Lega Pro è difficile, solo una ne sale diretta. Per adesso stiamo facendo bene entrambi visto che lui è al comando con due punti di vantaggio, speriamo che con il suo entusiasmo riesca a continuare così. In ogni caso sarà difficile per tutti e due”. Poi, esce fuori anche un po’ di orgoglio quando gli viene domandato se gli pesi essere sempre il secondo degli Inzaghi: “Sono l’unico italiano ad aver fatto 4 gol in Champions, sono il miglior marcatore in Europa della Lazio, che di attaccanti forti ne ha avuti tanti. Essendo il fratello di Pippo poi, qualsiasi altro giocatore sarebbe la sua ombra. Era un attaccante incredibile, ha sgretolato ogni record di gol”. Di attaccanti buoni ne ha anche adesso a sua disposizione, visto che il tridente Felipe Anderson, Immobile e Keita sta facendo benissimo: “Sono ragazzi che ascoltano. Keita e Felipe li conoscevo, Immobile l’ho voluto fortemente e l’ho conosciuto quest’anno. È un ragazzo molto disponibile che si è fatto apprezzare da tutti fin da subito. Hanno tanto talento e lo devono mettere a servizio della squadra in fase di non possesso, perché non possiamo permetterci di perderli in fase difensiva. L’hanno sempre fatto in queste prime partite”.
“I RAGAZZI SI DIVERTONO QUANDO GIOCANO” – In particolare è Felipe Anderson il giocatore a cui Inzaghi chiede sempre un po’ più di sacrificio. E dopo qualche malumore iniziale, ora il brasiliano ha capito che essere presente anche in fase difensiva può diventare utile per la sua crescita personale: “È molto generoso, si mette al servizio della squadra. Mi ascolta e si sacrifica quando cambiamo modulo, la gara di Napoli è un esempio lampante. Al di là del talento mi ha colpito per la sua umiltà. Ho rivisto la gara, sembrava che ci divertissimo nel giocare”. La forza di questa Lazio è proprio la leggerezza con cui vengono affrontate le partite e il fatto che chiunque venga chiamato in causa risponde presente. Un esempio è Wallace, che con il Genoa ha trovato anche il suo primo gol: “Nelle prime 7 partite ha giocato solo pochi minuti a Bergamo, ma ha sempre lavorato nel migliore dei modi. Ha sfruttato poi la sua chance e ci sta dando tantissima solidità dietro”. Curioso che all’appello dei marcatori manchi ancora uno come Parolo: “Sta facendo benissimo, una partita meglio dell’altra. Siamo la squadra che ha fatto segnare più giocatori diversi ed è un paradosso che lui non ci sia ancora riuscito. Di solito ne realizza 6-7 a stagione. In futuro potrà fare l’allenatore, in campo sa sempre dove mettersi e come aiutare la squadra. È diventato titolare in nazionale meritatamente”.
“BIGLIA? VOGLIO CHE RINNOVI” – C’è spazio anche per parlare di mercato e della trattativa per il rinnovo di Biglia: “Penso e spero che non se vada. So che sta trattando con la società. Voglio che rinnovi perché in Europa giocatori come lui nel suo ruolo non ce ne sono. Sarebbe una perdita importante, è il nostro capitano”. Sul mercato preferisce pensare a eventuali movimenti in entrata: “Ora abbiamo cinque partite difficilissime. Dobbiamo rimanere concentrati sul campo. Per quanto riguarda il mercato di gennaio avremo del tempo per parlarne. Perderemo Keita per la Coppa d’Africa, che è un giocatore importantissimo. Ci faremo trovare pronti, vedremo poi il da farsi”. Inevitabile poi un riferimento al derby in programma tra due settimane: “Ne ho fatto diversi nel settore giovanile. Dallo scorso anno i tifosi mi stanno chiedendo di fare nel migliore dei modi questa partita, so quanto ci tengano e vogliamo regalargli una grande soddisfazione”. Infine, una battuta sulla disputa per l’assegnazione dello scudetto del 1915: “Qui a Roma se ne parla tanto. Vedremo come finirà, ieri abbiamo vinto lo spareggio”, sorride Inzaghi. La sua Lazio gli sta dando molti motivi per farlo. calcio
- Protagonisti:
- Simone Inzaghi
Fonte: Repubblica
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