Walter Birsa calcia alle stelle il rigore del possibile vantaggio del Chievo (lapresse) VERONA – Con lo 0-0 del Bentegodi col Chievo, il Genoa spezza la spirale di risultati negativi in trasferta. Lontano dal Ferraris non faceva punti dal 2 ottobre (vittoria a Bologna), è in assoluto il primo pareggio della squadra di Juric fuori casa. Il Chievo rimpiange l’erroraccio Birsa, che ha tirato un rigore in curva, ma dopo un primo tempo incolore, i correttivi di Juric hanno rimesso i rossoblù in partita e nella ripresa le occasioni da rete sono state tutte loro. Non c’è Laxalt a causa di un attacco influenzale e Juric non lo sostituisce con Edenilson ma con Fiamozzi. Solo Burdisso e Simeone fanno gli straordinari e sono in campo per la terza partita in otto giorni. Pandev è preferito Ocampos che evidentemente continua a non convincere Juric. Nell’anomalo tridente d’attacco rossoblù Pandev è a destra, ma non sta largo, si sistema invece molto vicino a Simeone. Gli sta dietro per cercare di entrare in area col fraseggio stretto. Luca Rigoni, che abitualmente sta a destra, si sposta a sinistra ma i suoi compiti non cambiano. Un’ala tattica che opera a tutto campo e soprattutto ha il compito di andare in pressione su Radovanovic, il play avversario.
Il Chievo, nonostante le dichiarazioni della vigilia di Maran, gioca sotto ritmo ed è così il Genoa che prova a fare la partita. Ma dopo un quarto d’ora incoraggiante, la squadra rossoblù sparisce dalla scena. Pandev è impalpabile e Simeone resta isolato là davanti perché non c’è spinta sulle fasce e soprattutto perché Rincon e Veloso sbagliano troppo, anche passaggi semplici, nonostante spesso godano di grande libertà perché il pressing non è certo una delle peculiarità del Chievo. Le palle gol del primo tempo sono così tutte per la squadra di casa. Al 19′ Munoz fa girare Inglese in area, ma Perin si distende in tuffo e respinge il rasoterra. E va a pochi centimetri da gol Meggiorini al 33′ con uno spettacolare tiro al volo dal limite dell’area, Perin sarebbe battuto ma la palla pizzica la parte superiore della traversa. È generoso il rigore che Russo concede al Chievo al 36′, Munoz si fa saltare troppo facilmente da Meggiorini che poi si lascia cadere non appena il difensore del Genoa recupera su di lui. Il contatto, se c’è, è minimo. Eppure Russo è in buona posizione ma soprattutto l’azione si svolge a pochissima distanza da Abisso, l’addizionale di porta. Proteste genoane, ma Birsa mette tutti d’accordo calciando dagli undici metri come peggio non potrebbe. La rincorsa coi passetti brevi è alla Zaza, l’impatto piede-palla il peggiore possibile. Il giocatore sloveno ha tutto il corpo indietro e la palla inevitabilmente finisce alle stelle.
Juric nell’intervallo prova a dare più sostanza al centrocampo. E c’è una bocciatura eccellente, quella di Miguel Veloso. Dentro Cofie che contro la Juventus era stata una spalla efficace di Rincon. Ancora un intervento di Juric perché comunque l’inerzia della partita non è cambiata, dentro allora Ninkovic. La partita di Pandev è durata 56 minuti. Maran, invece, prova ad affidarsi all’eterno Pellisier (37 anni) che va a caccia del suo gol numero 100 in serie A e a Floro Flores rispettivamente per Inglese e Meggiorini. Poi dentro anche Hetemay per Birsa. Nel finale Gakpè dà il cambio a Simeone.
Le occasioni del secondo tempo sono tutte per il Genoa, anche perché il Chievo dei vecchietti (è la squadra più anziana d’Europa) finisce troppo presto la benzina. Al 7′ Sorrentino deve volare dopo che da un intervento svirgolato di Gamberini viene fuori il più maligno dei pallonetti. Al 10′ il destro a giro di Ninkovic, dallo spigolo di sinistra dell’aera di rigore, si stampa sul palo. E ancora una grande parata di Sorrentino al 25′. Lazovic lo vede qualche passo in avanti, ma sulla palombella del giocatore serbo il portiere del Chievo ci arriva con la punta delle dita.
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Fonte: Repubblica
