L’AVVERSARIO – Fiorentina, possesso palla e gioco in ampiezza. Ecco come contrastarla

Ci siamo: la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina, che per i più può dare un senso a questa stagione del Napoli.

Quest’anno la squadra viola prevedeva un attacco formato da Gomez e Rossi: i due attaccanti però hanno giocato insieme solo le prime tre partite di campionato, poi prima il tedesco e poi l’italiano si sono fatti male. Entrambi restano in dubbio per la finale, di sicuro non giocheranno dall’inizio. Montella ha cambiato spesso modulo di gioco: quest’anno ha sostanzialmente alternato due moduli, il 3-5-2 e il 4-3-3, utilizzando prevalentemente quest’ultimo. Fulcro del gioco viola è il centrocampo: Pizzarro, Borja Valero, Mati Fernandez e Aquilani sono tutti dotati di ottima tecnica individuale. La Fiorentina ama avere il pallone tra i piedi e i numeri confermano anche un altro dato: la squadra viola tiene palla prevalentemente nella metà campo avversaria.

Che sia 4-3-3 o 3-5-2 l’idea di gioco della Fiorentina per arrivare nei pressi dell’area avversaria è quella di utilizzare il fraseggio e il gioco palla a terra: per questo la manovra offensiva inizia dalle retrovie con la circolazione palla tra i difensori.  Fondamentale in queste fasi iniziali della manovra è il contributo fornito da Gonzalo Rodríguez: l’argentino è dotato di ottime capacità di lettura del gioco e buoni piedi.
Per avviare lo sviluppo corto della manovra offensiva fondamentale è il ruolo del mediano, che è generalmente ricoperto da Pizarro (o Aquilani); se ciò non è possibile la Fiorentina abbassa i propri centrocampisti, in modo tale da far ricevere loro il pallone. Il gioco si sviluppa prevalentemente in ampiezza, tenendo larghi i due esterni: Cuadrado a destra (che però è squalificato per la finale, ndr) e Vargas o Pasqual a sinistra. L’avvicinamento verso la porta avversaria avviene per mezzo di scambi ravvicinati palla a terra che consentono alla squadra di salire compatta per la metà campo avversaria.
Giunta al limite dell’area la Fiorentina preferisce triangoli e scambi rapidi e precisi a ridosso dell’area di rigore avversaria. Il numero di uomini che i viola portano in zona offensiva è sempre molto elevato e spesso lo spazio per la rifinitura viene trovato sulle corsie esterne.  In alternativa, specie su gli esterni e specie con Cuadrado la squadra di Montella non disdegna la ricerca degli uno contro uno e la soluzione del dribbling come mezzo per creare superiorità numerica e sbilanciare la difesa avversaria.
Il giocatore perfetto all’interno del gioco progettato da Vincenzo Montella è Borja Valero: da un punto di vista prettamente tecnico Borja Valero possiede due piedi (è destro naturale) capaci di giocare con precisione sia passaggi brevi che lunghi, e ha un’ottima capacità di controllo del pallone; gioca quasi sempre nel ruolo di mezz’ala sinistra.

Quali sono i punti deboli della Fiorentina? Come detto, la squadra viola vuole sempre avere il controllo del ritmo del match: perciò è necessaria l’assoluta precisione nel fraseggio e la capacità di imporre la propria filosofia di gioco contro ogni avversario. Se non riesce a prevalere in termini di possesso palla e predominio territoriale va in sofferenza in quanto non è strutturata per caratteristiche tecnico-tattiche e atletiche dei giocatori a gestire al meglio lunghe fasi di possesso palla avversario. In particolare il reparto di centrocampo patisce  una certa carenza di forza fisica; ciò comporta che la Fiorentina va in difficoltà quando gli avversari riescono ad alzare il ritmo, a pressarla e a costringerla sulla difensiva; in particolare sembra soffrire particolarmente le giocate in profondità degli attacchi avversari.

Giuseppe Di Marzo

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