Lucariello: “Oggi non ci sono nè Maradona nè Masaniello a difendere Napoli”

Gianfranco Lucariello, noto giornalista, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Non c’è Diego, che peccato. Stavolta ce la dobbiamo sbrigare da soli, contro tutto e contro tutti. In circostanze del genere sarebbe sceso in campo lui, Maradona, da solo, per difendere Napoli e i napoletani come d’altronde ha fatto sempre quando era il caso di mostrare il petto senza esitazioni e di randellare tutti coloro che si scagliavano contro la città in riva al Golfo e contro la squadra del cuore. Proprio come sta avvenendo adesso. Gli attacchi alla nostra terra, a noi stessi, al club azzurro e alla squadra del cuore hanno le consuete matrici e nei giorni scorsi hanno fatto il giro del mondo: quaggiù siamo tutti camorristi, tutti delinquenti e criminali. Confondendo volutamente i portatori di questo simbolo, quello degli ultrà di tutte le squadre, come appartenenti ad organizzazioni malavitose. Non è così, logicamente ma ciò fa gioco ai media del Nord, ai giornali che vendono più copie in occasioni simili e di radio e televisioni che aumentano di botto l’audience. Finanche la tv pubblica è inciampata in situazioni del genere, insieme con le altre consorelle del privato hanno mostrato soltanto le immagini di Hamsik nel contatto con la curva napoletana ed hanno gridato allo scandalo. Non è successo niente di simile con i dirigenti viola che si sono portati sotto il settore degli ultrà fiorentini. Chissà perché. Non è possibile pensare che i napoletani fossero tutti delinquenti e i figli dell’Arno tutti, ma proprio tutti gentiluomini. Sono passati finanche in secondo piano, sempre per i nostri media ad ogni livello, le gravissime vittime della follia di De Santis, il pistolero giallorosso protetto chissà da chi, quello che otto anni fa bloccò Roma-Lazio, senza nessuna conseguenza, interrompendo la partita con l’ok dei due capitani, dell’arbitro e dei responsabili dell’ordine pubblico, ad ogni livello. Che vegogna, ma di vergogne ce ne sono tante altre. E non possono essere considerate squisitamente di carattere sportivo. Quella ad esempio dei coretti dei bambini juventini, accolti nella curva dello Juventus Stadium, nel giorno della squalifica di quel settore. A proposito, il San Paolo è stato chiuso dal giudice sportivo. Bisognerebbe chiedere alla Lega e alla Figc di aprire il San Paolo, soltanto ai bambini napoletani, visto il precedente di Torino. Certo, bisogna puntare i piedi, anche se ci chiameranno provinciali e ci accolgono con gli striscioni benvenuti in Italia. Ignoranti e senza nessuna cultura: la vera Italia, se proprio bisogna scendere nei particolari, è quella del Sud, così definita e chiamati dagli antichi greci, proprio quando al Nord portavano le corna sui copricapi, i barbari. Che peccato, non c’è nemmeno Masaniello, forse il più grande eroe napoletano, lui che era nato ad Amalfi e che a Napoli vendeva al mercato il pesce pescato. Puntò i piedi e si ribellò agli spagnoli che pretendevano sempre più soldi imponendo tasse più salate. Il popolo lo portò in trionfo, ma venne tradito dai suoi compagni sobillati dal vicerè. Lo fecero passare per pazzo, per toglierlo dalla circolazione e la cosa riuscì. Oggi come oggi Maradona e Masaniello dobbiamo immaginarli sulla barricata napoletana contro tutto e contro tutti: di diverso però c’è che stavolta la gente della città in riva al Golfo non si farà convincere da nessuno, il fronte è compatto. Una riflessione è obbligata, Diego fissava in poche parole il momento del suo Napoli: “Adesso che vinciamo non siamo più simpatici, adesso che vinciamo ci fanno la guerra”, proprio quello che sta succ

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