L’AVVERSARIO – Cura Mihajlovic per la Samp: aggressività e palle inattive

La cura di Sinisa Mihajilovic ha ridato fiducia ad un gruppo che era ridotto allo sbando. A parte gli ultimi risultati non proprio positivi che la squadra blu cerchiata sta raccogliendo in virtù di una salvezza conquistata con largo anticipo (impensabile dopo l’esonero di Delio Rossi e visti i pessimi risultati), uno dei segreti di questa nuovo corso è il cambio di modulo: col 4-2-3-1, la compagine blu cerchiata è diventata più aggressiva e piacevole da guardare, bravissima e letale soprattutto in contropiede La Sampdoria, infatti, ha dei giocatori che possono fare male in tal senso: uno di questi è Eder, il brasiliano non è una punta vera, e potrebbe non dare punti di riferimento alla difesa azzurra. Un altro ottimo elemento è Gabbiadini, che sta facendo molto bene, mentre a centrocampo dovrebbe esserci Obiang (che dovrebbe recuperare da un problema muscolare): sarà probabilmente il centrocampista spagnolo originario della Guinea a fare coppia con Palombo (ma non si escludono scelte di turn over dell’ultimo minuto), che è tornato ad essere il punto di riferimento dei blu cerchiati. La difesa, invece è formata dalla coppia centrale Gastaldello e Mustafi, mentre Regini opererà sulla fascia sinistra, mentre sul lato opposto ci sarà l’ex laziale De Silvestri.
Una rimonta che ha davvero del miracoloso quella operata dalla Samp all’arrivo del serbo sulla panchina. Lo dicono i numeri: da quando e’ arrivato alla guida della Sampdoria, Sinisa Mihajlovic ha innestato la quinta, 33 punti raccolti dal suo arrivo. Una partenza sprint, la stessa che il tecnico serbo ebbe a Catania e anche a Bologna, con nove turni consecutivi senza sconfitte. Un impatto profondo, insomma. e duraturo.

Ma ci sono altri dati a supportare il lavoro compiuto da Mihajlovic e dal suo staff alla Sampdoria. I blucerchiati, infatti, risultano la formazione piu’ aggressiva del campionato sul piano delle ammonizioni rimediate e la piu’ efficace sui palloni alti, con il 53% dei duelli aerei vinti. Tra l’altro la Samp e’ migliorata molto anche nella gestione delle palle inattive, giacche’ molte delle reti segnate con Mihajlovic sono scaturite da schemi su calci piazzati.

Rigenerata. Non soltanto sotto il profilo tecnico e tattico, ma soprattutto dal punto di vista del carattere. Una Sampdoria a immagine e somiglianza del suo allenatore. Quando a novembre il presidente Garrone decise di cambiare, dichiarando conclusa l’esperienza di Delio Rossi, i blucerchiati erano al penultimo posto. Sette sconfitte in dodici gare, alcune clamorose come il 3-4 interno patito dalla matricola Sassuolo, e ben ventuno reti subite. «Non chiedetevi cosa può fare la Sampdoria per voi ma cosa potete fare voi per la Sampdoria», è il primo, forte, messaggio di Sinisa Mihajlovic alla squadra. L’atto successivo è chiedere subito ai due veterani, capitan Gastaldello e Palombo, di esser presenti al suo fianco alla vigilia di ogni sfida di fronte alla stampa locale. Responsabilità. Il terzo passo, determinante, è adattare il proprio credo calcistico al materiale umano a disposizione. Una squadra molto giovane, ricca di mezze e seconde punte ma priva di attaccanti puri.
Il modulo è il 4-2-3-1, mai cambiato a differenza di Rossi che da inizio campionato aveva, a più riprese e sempre infruttuosamente, provato schemi differenti. Tra i principali meriti dell’allenatore, c’è un Palombo ritornato a esser mastino di centrocampo, un Eder consacrato come principale arma offensiva e poi, naturalmente, la valorizzazione dei giovani Mustafi. In più, gli innesti di Maxi Lopez, match winner nel derby ligure, e Okaka allargano il ventaglio delle soluzioni offensive in casa Samp.

Giuseppe Di Marzo

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