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Corbo: “Zeman? Insigne continui così: obbedire e combattere, nel calcio si diventa grandi così”

C’era un solo modo per mettere in discussione la partenza di Insigne per il Brasile. Evidenziare qualche suo limite. L’ha fatto Zeman, intervenendo con un giudizio ambiguo.
Ha spiegato perché nel Pescara sotto la sua guida Insigne rendeva di più.
«Lo schieravo in modo diverso. Non può correre avanti e indistro per ottanta metri e pensare a difendere».
Giusto, ci voleva Zeman? Insigne ha un limite oggettivo nel fisico ed un pregio incontestabile nel controllo di palla, nella finta, nel dribbling, tavolta anche nel tiro di interno destro.
Sulla buccia di anguria è scivolato il suo procuratore. Antonio Ottaiano. «Lui ama fare l’attaccante, ha ragione Zeman».
Ne viene fuori il caso Insigne, ovvio. Si deduce infatti che:
1) Benitez lo fa giocare fuori ruolo;
2) il procuratore condivide il giudizio di Zeman, quindi anche la conclusione sul suo impiego sbagliato nel Napoli.
Zeman e Ottaiano hanno entrambi torto. Uno per l’ambizione frequente di autocitarsi (Zeman) e l’altro (Ottaiano) per amicizia e ingenuità.
I fatti, innanzitutto.
Insigne con Benitez ha collezionato 36 presenze in campionato, 6 in Champions, 5 in Europa League, 4 in Coppa Italia per un totale di 3291 minuti, con 9 gol.
La conclusione.
Nel Pescara (che non aveva Mertens e Callejon) era giusto assecondare le attitudini di Insigne, affidandogli un settore avanzato e ristretto del campo. Nel Napoli come in qualsiasi altra grande squadra Insigne deve accettare la concorrenza e sacrificarsi. Non può mica pretendere che Benitez modifichi il suo modulo in funzione di Insigne. Accade purtroppo il contrario, ed è giusto che sia Insigne a doversi adattare.
Questo ozioso dibattito ha avuto un solo risultato: mette in evidenza i limiti di Insigne. Che non ha la resistenza di Mertens, il passo di Callejon, il tiro felice di entrambi. E nasconde purtroppo un’altra bella verità: che Insigne si è sacrificato oltre le sue risorse, rivelandosi non solo un piccolo genio ma un grande professionista.
Un consiglio per tutti.
A Zeman: non si lasci sfuggire altre occasioni per finire sui giornali, di lui il calcio si è quasi dimenticato, più che gli scudetti ha indovinato in carriera le polemiche. Avanti, attacchi pure chi ha vinto una decina di campionato e coppe internazionali, gli farà gioco.
Al procuratore: rifletta sull’errore di comunicazione. Un altro non ci sarebbe cascato. Altrimenti chieda al Napoli di restituire Insigne al Pescara, oppure a Zeman quando troverà una squadra da allenare.
A Insigne: continui così. È stato un gigantesco nano. Obbedire e combattere: nel grande calcio si diventa grandi così.

Antonio Corbo Blog

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