La dura partita di Ciro Esposito: nuovo intervento, poi 30’ di Italia

Il Mondiale di Ciro Esposito è appeso ad un ombrellino. Al 15’ del primo tempo, viene portato d’urgenza in sala operatoria. L’ultimo «regalo» del suo stato clinico è la presenza di due trombosi venose nella regione inguinale. Minacciano di provocare un’embolia, che nel suo caso potrebbe essergli fatale. Per scongiurarla, devono applicargli degli «ombrellini», appunto, che facilitino la coagulazione del sangue. Perciò, i medici decidono di operarlo quando la partita è appena cominciata e lui non può immaginare che la Costa Rica diventerà la nostra nuova Corea. «Vinciamo 2-1». Prima di entrare in «sala», Ciro ci consegna un pronostico e una speranza: «Prandelli faccia giocare Insigne». Il fantasista napoletano entra in campo proprio mentre Ciro torna nel suo letto, nel reparto di Terapia intensiva del Gemelli. Intervento riuscito, ora può vedersi l’ultima mezz’ora di gara. Italia k.o., il suo Mondiale prosegue con nuovi turbamenti, ma in fondo i patemi di sempre. La partita di Ciro non cambia, è la stessa sporca partita che questo ragazzo prova a vincere dal 3 maggio. Anche contro chi continua a insultarlo sui muri di Roma. «Daniele a noi ce l’ha imparato, sparare a Ciro non è reato», sta scritto al quartiere Prati. Sgrammaticato, oltre che vergognoso.

La Gazzetta dello Sport

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