Suarez, Dracula colpisce ancora: Mondiale finito?

L’ha fatto ancora. Ancora un morso. Un gesto già incomprensibile su un ring di boxe (ricordate Tyson?), totalmente incomprensibile su un campo di calcio, di fronte a un palcoscenico mondiale. Luis Suarez ci ricasca. Un giorno di ordinaria follia. Follia recidiva. Follia ciclica e, a quanto pare, ingovernabile. Minuto 34 della ripresa: per tutta la gara le storie sono state tese, fra Chiellini e gli attaccanti uruguaiani. Su una palla alta, Chiello e Suarez saltano, l’uruguaiano dimentica la palla, si concentra sulla spalla dell’azzurro. Lo morde. Il difensore si divincola, lo colpisce forse con una gomitata, Suarez va a terra e si tiene i denti (ironico). Poi lo juventino mostra a tutti quello che non sembrava possibile: Dracula Suarez era tornato, sulla spalla, sotto la maglietta, i segni degli incisivi, dei canini. Arbitro e assistenti non vedono, ma la prova tv con ogni probabilità lo colpirà. E il Mondiale per lui rischia di essere finito, portandosi via anche una fetta di speranze dell’Uruguay. Perché esiste una Giurisprudenza, sui morsi. Creata per lo più per lui, e per il suo vizietto.

La fifa apre inchiesta — In attesa si conoscere se ci sarà squalifica, e la sua entità (possibile anche uno stop a tempo, di mesi, che metterebbe nei guai anche il Liverpool), si segnala che la Fifa ha aperto un’inchiesta. Segolene Valentin, responsabile della comunicazione, sotto la forte pressione ha annunciato: “La Fifa sentirà i direttori di gara e metterà insieme gli elementi necessari: poi prenderà una decisione per fare una valutazione sul caso del presunto morso di Suarez a Chiellini”. Filmati e segni sul difensore azzurro lasciano poche speranze di assoluzione per Luis, la recidività porterà a una “pena” dura.

Due precedenti, 17 turni — Il morso sarebbe incomprensibile già se fosse una novità, lo è ancora di più perché invece è la terza volta. E perché per i denti usati in modo improprio Luis ha già scontato 17 giornate di squalifica. Primo caso: novembre 2010, gioca nell’Ajax, morde fra collo e spalla il centrocampista del Psv Eindhoven, Otman Bakkal, e viene squalificato per sette turni, guadagnandosi il soprannome di “Cannibale”. Aprile 2013, Liverpool-Chelsea: stavolta Suarez azzanna Ivanovic, al braccio, ancora per divincolarsi a suo modo in area di rigore: forse il morso più evidente, il raptus più incontrollabile. In mezzo altre otto giornate per gli insulti razzisti a Evra del Manchester United nel dicembre 2011. Quest’anno, era stato calmo, e aveva messo insieme 31 gol in Premier.

Futuro compromesso? — Perché Luis è fortino, se non fosse per quegli attimi di pazzia. Che però ne condizionano e condizioneranno la carriera. Tanto che quest’anno aveva lavorato con un assistente psicologico, per lavorare sulla sua rabbia: pare che facesse respirazioni particolari, meditazione, e che la cosa funzionasse. Sembrava la svolta, visto che i raptus lo colpiscono da quando aveva 15 anni, quando fu espulso per una testata all’arbitro. Sembrava la svolta, invece rischia di essere la fine del suo Mondiale. E magari di complicarne anche la carriera futura. Real e Barça erano pronte a fare follie, sul mercato. Ma non parlate di pazzie a Suarez. E nemmeno a Chiellini.

gazzetta.it
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