Insigne, delusione amara: dai trionfi di Foggia e Pescara ai 35 minuti giocati con la Costa Rica

La percezione del disastro di Natal, Lorenzo Insigne l’ha avuta ieri, giorno delle valigie svuotate dalle illusioni e riempite con gli attacchi dei tifosi. Contro l’Italia, ma anche contro i giovani della Nazionale. A Frattamaggiore, nel regno del piccolo Lorenzo, a parte la cerchia degli amici e dei familiari, non c’era nessuno ad attendere il suo ritorno a casa. È piombato dal Brasile verso le 18,30, stanco per il lungo viaggio e per l’attesa a Malpensa del volo di linea che riportava in Italia la moglie Jenny. Ieri, Lorenzo, ha capito che cosa è la delusione: forse è la prima volta nella sua carriera che ne capisce il significato dopo i trionfi di Foggia e Pescara e i giorni di gloria con la maglia del Napoli. È stato solo ieri pomeriggio, di fronte all’indifferenza degli italiani e dei napoletani e alla lettura di migliaia di messaggi sul web con la parola ”vergogna” che gli ex eroi, Insigne compreso, hanno constatato quanto sia profondo il baratro in cui è precipitato il calcio italiano e come la sconfitta con la Costa Rica e l’Uruguay abbia scavato un solco profondissimo. Resterà a casa qualche giorno, Lorenzo a godersi il figlio e l’aria protettiva della famiglia. Poi partirà in vacanza. Per il Napoli, in fondo in fondo,l’eliminazione al primo turno, può essere persino una buona notizia: gli azzurri hanno 21 giorni di vacanze. Dunque, conti alla mano, Insigne sarà a Dimaro regolarmente e fin dal primo giorno di ritiro. Il 17 luglio. Magari anche prima, durante i giorni di preraduno a Castelvolturno. Meglio così: perché da lì a un mese il Napoli affronterà il primo bivio della stagione, il playoff di Champions. Antonio, il fratello più grande, racconta: «C’è tanta delusione per come è stato impiegato Lorenzo, magari non avrebbe fatto vincere il Mondiale, ma certe parole contro di lui dopo la prova con la Costa Rica hanno ferito tutti noi». 35 minuti è durato Brasile 2014 per Lorenzo Insigne. 35 minuti bruttissimi, quelli contro la Costa Rica. «Non ha mai avuto la bacchetta magica, non mi sembra che sia stato tra i peggiori», dicono ancora dalla famiglia. Il gruppo degli juventini è stato assai critico verso lo spirito vacanziero di alcuni ragazzotti. Ma nessuno degli Insigne sente la necessità di prendere la difesa a spada tratta di Lorenzo. «Non c’è spazio per processi. E Lorenzo non ha neppure voglia di prendere parte al gioco dello scaricabarile, a cui un po’ tutti stanno prendendo parte. Per lui è il primo ritorno a casa da sconfitto. Sull’aereo del ritorno, all’improvviso, è stato tutto più chiaro.E si è capito che il naufragio ai mondiali è stato anche il prodotto di un gigantesco conflitto generazionale che covava latente nello spogliatoio e forse in tutto il movimento. Vecchi contro giovani, e viceversa. Ora andrà in vacanza. Ieri però ha avuto tempo per un pensiero per Ciro, il tifoso ucciso nell’agguato di Tor di Quinto.

Il Mattino

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