I buoni propositi durano poco. Aurelio De Laurentiis prova ad attenersi al copione della vigilia: «Mi occuperò soltanto della partnership con Pasta Garofalo». L’azienda di Gragnano parla da poco spagnolo dopo l’accordo con Ebro Foods, che ha acquistato il 52% del pacchetto azionario, ma ha comunque scelto di affiancare il Napoli come secondo sponsor, al posto di Msc Crociere. «Abbiamo scelto l’agro-alimentare», spiega De Laurentiis. E la memoria dei nostalgici corre ad un altro abbinamento (Buitoni) che fa rima con lo storico primo scudetto. De Laurentiis non si sbilancia. «Gli obiettivi sono massimi». E poi dà spazio all’improvvisazione. Il canovaccio non gli basta e allora allarga i confini del discorso. Il mercato e il rinnovamento del calcio, il patron del Napoli si concede per un’ora. L’argomento caldo, almeno per i tifosi, riguarda gli acquisti. «Ne servono due o al massimo tre. E ci stiamo lavorando». C’è anche un data inderogabile: «Per il preliminare di Champions saremo pronti». Con una certezza. Il suo progetto difficilmente conosce deroghe. Nessun grande nome, ma elementi funzionali: «Tra i desideri di un allenatore e il bene del club, scelgo sempre il Napoli. I tecnici possono andare, com’è accaduto con Mazzarri, la società resta. Non prenderò mai uno di 30 anni con un ingaggio fuori dai nostri parametri. Se poi va male, a chi lo vendo? Non riuscirò a farmi convincere da nessuno». Ogni riferimento a Pepe Reina non sembra puramente casuale. «Possiamo lavorare sui prestiti, ma solo alle nostre condizioni». Il primo è quello di Michu. L’affare è ai titoli di coda. È stata definita anche l’operazione con lo Swansea: prestito oneroso (1 milione e 250 mila euro) e diritto di riscatto fissato a 7,5 milioni. Il giocatore potrebbe essere già domani o al massimo venerdì in Trentino con la squadra. «Ma non ci sono annunci da fare — ha spiegato De Laurentiis — Lo farò soltanto quando avrà superato le visite mediche e firmato il contratto». Il traguardo è vicino. Il presidente ne ha parlato a pranzo con Benitez e Bigon per un rapido aggiornamento sulle trattative tra una forchettata e l’altra. Nel menu c’è un centrocampista. Christoph Kramer è una portata sostanziosa: «Di solito nutro dei dubbi sugli stranieri che parlano una lingua diversa dalla nostra. Ma non conosco Kramer, magari ha dimestichezza con l’inglese e lo spagnolo. Deciderà Benitez, l’età è giusta e il prezzo c’è». Quindici milioni, questa la richiesta iniziale del Bayer Leverkusen per il gioiello, classe ‘91, scelto da Loew nella finale mondiale contro l’Argentina. Il Napoli punta a risparmiare qualcosina. Idee chiare anche per quanto riguarda Lucas Leiva. Può arrivare soltanto alle condizioni di Bigon, ovvero a titolo gratuito. «Molti club stanno aspettando i rientri dal Mondiale e poi decideranno la strategia. Potrebbero esserci opportunità per alcune squadre, tipo la nostra. Se entro il 10 agosto avremo ancora bisogno di qualche innesto, vedremo cosa fare. Dobbiamo vendere e non svendere. Ci sono giocatori forti magari non adatti al progetto tattico dell’allenatore. Behrami e Dzemaili? Potrebbero partire ed essere sostituiti». Diverso il destino di Vargas: «Quando è arrivato, non lo abbiamo accompagnato nella sua crescita. Non si è ambientato, ora toccherà a Benitez valutarlo per capire se può essere adatto». Poi un appello alla gente: «State tranquilli, ci faremo trovare pronti. La garanzia è il nostro allenatore che potrà completare il suo processo di crescita dopo un primo anno positivo». La chiusura è dedicata al rinnovamento del calcio. «Non sono per un commissariamento, ma per un azzeramento totale. Bisognerebbe formare un tavolo per riscrivere le regole. Il nostro movimento zoppica da trent’anni. Gli stadi? Non so se riusciremo a colmare il gap con Germania e Inghilterra. Faccio un appello al premier Renzi e al sottosegretario Delrio: devono metterci la faccia e occuparsi della vicenda. La legge sugli stadi così non va. Lo Stato deve aiutare le società».
La Repubblica