Maggio all’arrembaggio: «Più attenzione in difesa e lo scudetto sarà nostro»

Christian Maggio, l’esperienza al potere. Il Napoli corre ad lata velocità sulle gambe dell’esterno: «Finalmente una preparazione dall’inizio, devo rendere la vita difficile a Benitez…».

Aria di panchina con Zuniga?
«Con Camilo ho un ottimo rapporto, lui è molto forte. Se ci andrò, non sarà una tragedia, ma intanto lavoro al 100%».
Tra campionato e Champions che cosa preferisce?
«Magari in Serie A qualche partita puoi lasciarla agli altri, ma la Champions mi affascina e vorrei giocarla».
Lei è in scadenza: il rinnovo arriverà a Natale?
«Ci può stare, ma non è la priorità per me».
Chi sarà il più decisivo quest’anno?
«Insigne, il nostro valore aggiunto, può darci la marcia in più».
Però dovete finirla di prenderlo in giro sul palco…
«Invece se capita ci riproveremo, l’importante è che lui non se la prenda. Lorenzo è fantastico, divertente, un vero scugnizzo».
Senza Reina, vi sentite al sicuro con Rafael?
«Lo vedo carico, trasmette già sicurezza».
Michu può far decollare il Napoli?
«Può essere la rivelazione della A. E’ molto fisico, ci potrà dare una mano. Anche Koulibaly si è inserito in fretta».
Lei ormai si sente un terzino destro a tutti gli effetti?
«Anche in Nazionale è stato così. Dalla difesa a 3 a quella con 4 difensori è cambiato molto. Prima attaccavo di più, ora devo difendere al meglio».
Per evitare anche di incassare con i compagni di reparto altre 39 reti come nella scorsa stagione…
«Benitez ci ha chiesto più attenzione, soprattutto sulle palle inattive. Per vincere lo scudetto dobbiamo riuscirci».
A proposito, Napoli da scudetto, giusto?
«E’ l’obiettivo, prima o poi…».
Con Callejon intesa ormai al primo sguardo?
«Grande giocatore, meccanismi collaudati».
La Nazionale è un capitolo chiuso?
«L’esclusione dal Mondiale mi ha deluso, ma ho voltato subito pagina. Ho potuto cominciare dall’inizio la preparazione».
I pericoli del preliminare di Champions si chiamano Athletic Bilbao e Dnipro.
«Ambienti particolari, da evitare. Ma non abbiamo paura di nessuno, l’autostima è aumentata e partiamo ambiziosi. Con le squadre forti poi ci esaltiamo, come è stato in passato con Arsenal e Manchester City».

La Gazzetta dello Sport

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