De Laurentiis spacca il mercato: “Fellaini? E’ un leone e va bene per il Napoli”

Aurelio De Laurentiis spacca il mercato: «Fellaini? E’ una testa da leone: e quindi va bene» . E poi spacca i cuori azzurri con qualcosa che al mercato non si può mica comprare: una profonda sensibilità. «L’amichevole con il Paok sarà l’occasione di vivere una serata di sport e di fratellanza nel nome di Ciro Esposito. Invito tutti i tifosi napoletani al San Paolo: l’incasso sarà interamente devoluto ad azioni a supporto dell’edilizia scolastica. Finalizzata anche alla creazioni di strutture sportive» . Alla faccia di Gomorra: Napoli for Scampia.

FRATELLI DI CIRO. E allora, l’iniziativa. Una storia che De Laurentiis ha prima scritto con orgoglio e discrezione, memoria e dignità, e poi ieri ha raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. «Insieme con la signora Antonella, la mamma di Ciro, la madre d’Italia, abbiamo creato un progetto intitolato: ‘Fratellanza italiana calcio nel nome di Ciro’. Un programma formativo contro il razzismo e la violenza nello sport, quella violenza costata la vita a Ciro, in collaborazione con alcuni istituti scolastici di Scampia: puntiamo a sensibilizzare i giovani su una cultura sportiva sana. Manderemo a Scampia anche qualcuno dei nostri giocatori e il nostro allenatore per un paio di incontri» . L’appuntamento è per domani alle 21 con il Paok.

LEONE FELLAINI. Copertina dovuta e poi a capofitto nel mercato. La trattativa con lo United per Marouane Fellaini, ventiseienne nazionale belga con la zazzera leonina, prosegue fitta. De Laurentiis conferma: «Prima dal barbiere e poi le visite mediche? E perché mai: lui ha una testa da leone» . Particolare gradito: «Anni fa ho presentato Inler come un leone: Fellaini dovrebbe giocarci vicino, così facciamo una compensazione di capelli» . Disquisizioni tricologico-calcistiche: «Come capigliatura è in linea con la scapigliatura napoletana: lo seguo, ma sul tavolo ci sono anche tanti altri nomi» .

BIS LUCAS. Proprio così: perché se è vero che dopo il blitz di Bruxelles del direttore sportivo Bigon, con tanto di incontro con il giocatore in persona, Fellaini è diventato l’obiettivo numero uno, lo è altrettanto che la complessità economica dell’operazione obbliga a tenere vivi gli altri contatti accesi in questi mesi: Javi Garcia (27, Manchester City), Mario Suarez (27, Atletico Madrid) e Sandro (25, Tottenham) sono nomi che non possono essere rimossi dalla lista. E ancora: dopo la cessione di Behrami all’Amburgo, il Napoli ha intensificato anche la caccia al secondo mediano da acquistare, ovvero un tipo più difensivo da affiancare a Fellaini (o a chi per lui). Il nome più caldo? Lucas Leiva, il ventisettenne brasiliano del Liverpool dotato di passaporto italiano che, ormai, non è più nei piani del manager dei Reds, Brendan Rodgers. Come Pepe Reina: il centrocampo catalizza l’attenzione, sì, ma vale sempre la pena ricordare che, sottotraccia, si continua a trattare anche per il portiere spagnolo.

GRAZIE VALON. In lista, comunque, anche un’alternativa per il ruolo di cui Leiva è considerato il candidato più autorevole: Nacho Camacho, ventiquattrenne del Malaga che a Rafa piace molto. Sul tavolo del Napoli è finito anche il francese Lassana Diarra, 29 anni, francese della Lokomotiv Mosca. Uno di loro per occupare il posto lasciato libero da Valon Behrami, ceduto all’Amburgo. De Laurentiis lo saluta con affetto: «E’ stato un fantastico guerriero, perfetto per Mazzarri: ha sofferto l’arrivo di Benitez ma ha sempre onorato la maglia azzurra e lo ringrazio per questo. Lui deve giocare nel ruolo che ama, e non trovando spazio e possibilità di esprimersi al meglio nel modulo di Rafa, lo abbiamo accontentato. Ha dato tanto al Napoli: voglio ringraziarlo per il grande sacrificio e la grande professionalità» .

CHAMPIONS E SCUDETTO. Finale dedicato agli obiettivi. Occhi sulla Champions: «Come in amore, i preliminari sono fondamentali: altrimenti non si arriva all’orgasmo. Stiamo crescendo molto bene in vista del playoff: Rafa è un’assicurazione sulla vita» . Che il presidente vuole tingere di tre colori: «Quest’anno mi gioco lo scudetto. Senza se e senza ma» .

Corriere dello Sport

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