De Laurentiis raccomanda rispetto e sportività: “Con la Roma nessun odio, portate un fiore allo stadio per Ciro”

Per Ciro. Per non dimenticare. Per dare un senso anche concreto alla speranza di un mondo migliore. Tutti allo stadio. Accorrete gente, accorrete. Napoli-Paok Salonicco l’amichevole della fratellanza. L’ha voluta Aurelio De Laurentiis, il Napoli. E la famiglia Esposito l’ha meritata. Compostezza, valori sani, la forza di guardare sempre oltre. Avanti. Pure nel dolore più profondo. E allora tutti al San Paolo. Ci sara anche Antonella, la mamma di Ciro: una testimonianza più che una presenza.
Non ha mai smesso di raccomandare rispetto e sportività. «Niente odio, nessuna violenza. Giustizia. Mai vendetta» . Per Ciro. Tutti. Perché l’incasso andrà completamente devoluto in beneficenza. La volontà di De Laurentiis, le indicazioni della famiglia Esposito. Una telefonata accorata. Sentita. Vera. Poi la decisione comune. La migliore possibile, la più bella: un gol coi sentimenti. Tutto a (e per) Scampia. Per il progetto “Fratellanza Italiana calcio”. Ci sono scuole, palestre ed edifici per bambini da sistemare, aggiustare e mandare avanti. Ci sono le attività da sviluppare, ragazzini da indirizzare sulla strada giusta e principi sani da diffondere e consolidare. La cultura dello sport veicolata da quella azzurra Napoli.

Messaggio forte. E’ dal San Paolo che deve partire il messaggio più forte, e l’eco deve arrivare là dove c’è odio e razzismo, ci sono ostilità e rabbia. Napoli-Paok per tutti. Per gli scugnizzi del quartiere, per l’etnia Rom residente in zona, per i ragazzi del penitenziario di Secondigliano che hanno sbagliato e possono, devono, poter sperare. L’azzurro il colore da sfondo all’iniziativa. Calciatori e staff tecnico coinvolti. Società premurosa, la famiglia Esposito riconoscente. « Grazie a tutti, grazie Napoli: Ciro sarà felice» . Venghino signori venghino. Perché sarà più di una partita. Napoli-Paok occasione per esserci, ribadire, insistere. Ciro l’unico nome sotto il quale ritrovarsi. Come una bandiera che avvolge senza rancore né livore. «Mi ha chiamato De Laurentiis, mi ha chiesto cosa volessi fare con l’incasso della gara. Ho pensato subito a Scampia. C’è tanto da fare là, ci sono ragazzini da aiutare. Partiamo da loro, dopo continueremo: il 2 di novembre, è il giorno della commemorazione dei defunti, non dovremo dimenticare quanto accaduto. La mia richiesta è che tutti quelli che andranno al San Paolo per la partita con la Roma lo facciano con un fiore tra le mani». La mamma di Ciro un cordone ombelicale che non si spezza e lega tutto: quel che è stato, quel che è, quel che sogna possa essere. Pace e solidarietà. E il calcio, quello della gente: passione, tifo sano, aggregazione.
Tutti al San Paolo. Un gol per Ciro. E un altro per vincerla. Sul campo. Napoli-Paok è anche la prima stagionale a Fuorigrotta. C’è Koulibaly da scoprire e Michu da applaudire. Higuain probabilmente già a bordo campo. E poi tutti gli altri: quasi pronti. Quindici giorni a Dimaro, qualche gol in partitina, corsa, fatica e sudore, e ora le amichevoli vere. Hamsik il capitano con la cresta di nuovo alta. Rafael carico, guarito e di fatto pronto. E Insigne lo scugnizzo. Ha patito più di altri la scomparsa di Ciro. Era ai funerali. E non s’è rassegnato al dolore. Ha perso la voce e il buonumore ricordando quella notte: un guizzo, una gioia, un’esultanza sarebbero anche per lui. Napoli-Paok di nuovo come quella volta in Coppa Uefa nel 1988. Segnò Maradona. C’era il pienone! E allora ieri come oggi. E’ il debutto, è l’abbraccio estivo, è soprattutto per Ciro. Bisogna esserci. Tutti.

Corriere dello Sport

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