Da Del Piero a Cavani e Lavezzi: il ritorno è sempre un’emozione

C’è un filo sottile che corre da Sydney a Napoli. Un filo chiamato passione che collega in modo saldo Alessandro Del Piero, che ha reincontrato la sua Juve e il ritorno al San Paolo di due idoli di ieri: Edi Cavani e Pocho Lavezzi. Certo Ale in bianconero ha speso una vita e il suo legame con quei colori è inscindibile, ma anche i due sudamericani in pochi anni hanno suscitato fra i napoletani entusiasmi da troppo tempo sopiti per i precedenti problemi societari. Ma partiamo dal mio amico Del Piero, che ho incontrato in Brasile durante i Mondiali e col quale ho anche giocato a casa Zico, insieme ad altri campioni. Ci siamo detti che le nostre esperienze all’estero hanno aperto nuovi orizzonti e questo è stato importante per la nostra crescita e anche per le rispettive famiglie. Giustamente a Sydney, ringraziandolo per i due anni vissuti lì, gli hanno riservato una standing ovation da brividi: segno che ha lasciato anche in Australia qualcosa di importante. Ecco noi italiani, nel calcio, siamo più apprezzati all’estero che in casa nostra: perché esportiamo grande professionalità. Ale ha ancora voglia di giocare e fa bene a continuare, ma c’è da chiedersi perché in Italia nessuno gli proponga un progetto serio con l’esperienza che ha acquisito.

E passiamo alla mia Napoli. Ecco, vorrei che si uscisse dal luogo comune del campione mercenario che abbandona la maglia. Quando si decide un trasferimento ci sono tre parti che debbono essere d’accordo e nessuno è «obbligato ». Sarebbe bello se i miei concittadini applaudissero senza remore questi campioni, cresciuti in maglia azzurra: quella con la quale hanno fatto il salto di qualità a livello internazionale. Ci hanno regalato tante emozioni, fischiarli sarebbe una nota stonata. Due bravi ragazzi, diversi tra loro e non solo per caratteristiche tecniche. Cavani ha esaltato Napoli con i suoi gol, acquisendo sotto porta quella «cazzimm’» (che per semplificare traduciamo in cattiveria). Ma credo che i tifosi più passionali siano maggiormente legati a Lavezzi. Perché il Pocho con quel suo modo sfrontato di giocare è stato adottato come scugnizzo da una città che di fantasia ed estro da secoli è la culla. E l’argentino, oltre a lasciare una parte di cuore, a Napoli possiede anche una barca che proprio io gli ho ceduto – da lui ribattezzata «Angeli e demoni». Ma al San Paolo, contro il Psg, sarà una serata per angeli. I demoni sarà importante non «vederli» contro l’Athletic Bilbao.

Fabio Cannavaro per la Gazzetta dello Sport

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