Sebino Nela: “Il Napoli è incompleto. Sorpreso da Koulibaly”

Koulibaly sfonda, Fernandez parte. Ma per Sebino Nela, ex difensore del Napoli degli anni novanta, oggi commentatore televisivo, la questione difesa non è chiusa: «Bisogna prendere un altro marcatore».

Che giudizio su Koulibaly?
«Sono rimasto sorpreso dalla velocità con la quale il francese è stato promosso titolare. Fernandez aveva fatto bene la stagione scorsa. Anche ai  mondiali era stato all’altezza della situazione, non mi aspettavo il suo  accantonamento. Anche se devo dire che per lui è difficile dire no a un’offerta  di dieci milioni».

Non è un azzardo inserire subito il francese in prima squadra?
«Forse sì,ma potrebbe anche rivelarsi una piacevole novità. Non so quali intenzioni abbia Benitez su Britos, se cioè impiegarlo da centrale o da terzino sinistro. C’è sempre Henrique che è un ottimo jolly difensivo ma io  prenderei un altro marcatore, soprattutto se il Napoli accederà ai gironi di Champions».

I nomi che si fanno adesso sono quelli di Manolas e Agger.
«Il greco è l’ideale se si vuol fare un discorso proiettato al futuro,con Agger invece si guarda al presente e si va sul sicuro».

Chi è più adatto al Napoli?
«Dovrei dire Manolas se il Napoli vuole tenere fede alla politica degli investimenti. Ma credo che Benitez spinga per Agger, lo conosce bene come calciatore e come uomo ed ha un’esperienza internazionale nettamente superiore».

Nela chi prenderebbe?
«Manolas non mi dispiace, però vista la concorrenza non sarà facile ingaggiarlo. Lo cercano la Juventus e la Roma e se i giallorossi venderanno Benatia, credo che la spunteranno loro perché avranno grandi  risorse economiche da investire sul mercato. A meno che il Napoli non lo prenda subito».

Difficile, visto il temporeggiare del club.
«Non so se sia una politica voluta ma la squadra è incompleta e questo è un dato di fatto inconfutabile. È probabile che si voglia aspettare il preliminare di Champions,in questo caso la scelta sarebbe rischiosa. Visto che però non c’è  più tempo, incrociamo le dita».

Il Mattino

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