Aduriz: “Dovremo sfruttare al massimo il fattore campo”

Bilbao è in fermento per l’arrivo del Napoli, temuta guest star nella serata del debutto europeo del Nuovo San Mamés, al momento 50mila posti a sedere. Piccolo, troppo piccolo continuano a ripetere in Biscaglia quelli che avrebbero voluto veder sorgere sulle ceneri del vecchio impianto uno stadio da almeno 60 mila spettatori, esattamente il numero di orgogliosi tifosi baschi che, trent’anni fa, viaggiarono a Madrid per colorare di biancorosso il Santiago Bernabéu in un indimenticabile trionfo di Coppa del Re sul Barça del prototipo di Messi, Diego Armando Maradona. E proprio quel Pibe de Oro, ancora venerato dai tifosi campani, può costituire l’ideale trait d’union tra una interminabile notte di festa ancora ricordata in città e quella che gli irriducibili reduci dall’impresa di tre decenni or sono sperano di rivivere, insieme a figli e nipoti, a partire dal fischio finale del signor Cuneyt Cakir. A Bilbao c’è voglia di Champions. Il San Mamés si preannuncia una bolgia.

FATTORE SAN MAMÉS. Tutto ormai è pronto. I 44.117 soci fremono per occupare il posto finalmente assegnato a titolo definitivo che, da qui in poi, accompagnerà sofferenze e gioie vissute nella Catedral. Con loro, i 4 mila aficionados più determinati, che si sono accaparrati i restanti biglietti destinati alla tifoseria locale. L’unica incognita è quel migliaio di tagliandi restituiti dal Napoli, che salvo sorprese dovrebbe essere messa in vendita a ridosso della gara. Pochi istanti, e anche quelli saranno venduti, per un pienone mozzafiato. «Il fattore campo può rivelarsi davvero importante» , ammette il temibile Aritz Aduriz, che lunedì mattina, insieme ai compagni, ha testato in prima persona le sensazioni che può regalare un San Mamés praticamente completato, in occasione del suggestivo allenamento a porte aperte. «L’impianto è fantastico, saremo trascinati dai nostri tifosi e dovremo trasformare in energia positiva la potenza del contesto. Dovremo mantenere alta la concentrazione e giocare, che alla fine è quello che più conta. L’ambiente condiziona, ma a determinare i risultati sono sempre e soltanto i giocatori». La struttura è costata la bellezza di 218 milioni. Ben spesi, ripete il club soddisfatto. Le cinque stelle Uefa sono giustificate anche dalla perfezione del terreno di gioco, con un prato tosato al millimetro. Innaffiato a poche ore dalla gara sarà rapidissimo, come piace alla squadra di Valverde, che fa degli scambi veloci e delle improvvise verticalizzazioni rasoterra la sua arma migliore.

Corriere dello Sport

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