OBIETTIVO NAPOLI – Continua la crisi degli azzurri

benitez napoli chievo 4Non vorremmo essere additati come la causa di tutti i problemi del Napoli, ma la situazione della squadra azzurra ci sembra davvero allarmante in questo periodo. L’ottimismo che viene richiesto da allenatore e società facciamo proprio fatica ad esplicarlo. Questo Napoli non ci piace, bisogna dirlo chiaramente. Non ci piace l’atteggiamento di molti giocatori in campo, non ci piace l’idea di gioco portata avanti da Benitez e non ci è piaciuto, soprattutto, il progetto portato avanti dalla società in sede di mercato.
Per qualcuno questo inizio di stagione da brividi sarà una sorpresa, ma per noi no. Non possiamo sorprenderci perché è sembrato evidente fin dalle primissime battute di questa annata che la formazione partenopea, non solo non avesse riparato agli evidenti difetti palesati durante lo scorso campionato, ma cje avesse altresì visto svilire il proprio potenziale tecnico. Benitez poi sembra aver quasi del tutto perso la bussola. Tra vacanze inopportune e un mercato suicida avallato con entusiasmo, il tecnico spagnolo sembra non riuscire a trovare gli equilibri adatti a mandare in campo una squadra degna delle ambizioni della piazza. La sconfitta di stasera contro l’Udinese è stata solo l’ennesima prova di una crisi da cui sembra difficile uscirne.
Fin dalla lettura della formazione iniziale, le tante incongruenze sono parse evidentissime. Giocatori fuori ruolo ed esclusioni di giocatori in forma e capaci di dare vitalità ad un gioco evanescente, facevano già presagire una serata difficile. Le cose sono però addirittura peggiorate vedendo la squadra all’opera. Il gioco lento, fatto di tanti inutili passaggi che tanto piacciono al tecnico spagnolo, ha reso facilissima la vita all’Udinese, preoccupata inizialmente solo di non prenderle. Per gran parte della gara il portiere greco Karnezis è stato uno spettatore non pagante di uno spettacolo alquanto noioso. Già, perché anche dall’altra parte il buon Rafael non è che avesse molto da fare, visto che l’Udinese ad attaccare non ci pensava proprio. Ciò nonostante Benitez, terrorizzato dalla scarsa affidabilità della sua retroguardia, schierava Britos a fare il terzino sinistro, con scarse possibilità di incidere in attacco, due mediani abili esclusivamente in fase di rottura come Gargano (sempre generoso, ma autore stasera di un’infinità di passaggi sbagliati, come ai vecchi tempi) e David Lopez, e in più, giusto per non rischiare di risultare un minimo offensivi, anche Zuniga a fare l’esterno d’attacco. Il tutto tenendo in panca Hamsik, Callejòn e in particolare Mertens, che da mesi si dimostra invano l’unico capace di dare un cambio ritmo al compassato attacco partenopeo. Viceversa, in campo c’era un isolatissimo e sempre più sconsolato e nervoso Higuaìn e il mite Michu, al proposito del quale iniziamo a chiederci quando, e se, entrerà mai in forma, perché se queste dovessero essere le sue potenzialità ci toccherebbe rimpiangere non solo Pandev, ma finanche il Principito Sosa dei tempi che furono.
La situazione, seppur poco incoraggiante, avrebbe potuto essere migliorata magari tra primo e secondo tempo, ricorrendo a qualche cambio un po’ più coraggioso, per imprimere da subito una svolta alla gara. Invece la svolta, pur facendo poco o nulla, l’ha data l’Udinese di Stramaccioni, pronta a raccogliere i generosi regali di Benitez e dei suoi, trovando in maniera insperata la rete del vantaggio. Da quel momento in poi i giocatori in campo hanno provato una reazione di orgoglio, ma anche questa, a conti fatti, non ha portato ad alcun risultato, nonostante i tardivi ingressi di Callejòn e Mertens, e quello di De Guzman.
Ogni ulteriore commento non aggiungerebbe nulla a quanto detto negli ultimi mesi. Non resta che rimanere a guardare l’evolversi degli eventi e sperare in una miracolosa, quanto insperata, rinascita di una squadra che comunque, in questa stagione, crediamo possa chiedere ben poco al campionato.

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