Da Higuain a Zuniga: il Napoli ha bisogno dei suoi campioni per tornare quello dell’anno scorso

EL PIPITA. Il vero nueve in realtà è un falso problema, perché Higuain c’è e lotta assieme al Napoli, segna in Europa, dà la sveglia (come nel primo quarto d’ora contro il Torino, quando è andato a fare il pressing da solo ed ha incitato la squadra a tirarsi su). Poi succede che per una volta, una, nella vita, resti a secco per sei domeniche di campionato: ma è un dettaglio, perché il centravanti è di statura internazionale e se gli succede di sbagliare un rigore con il Chievo ed il tap in l’altra sera, quando era ad un metro dalla linea bianca, allora siamo dinnanzi ad un evento eccezionale. Perché la normalità non fa paura.

SAN RAFAEL. Il portiere del domani è quello che a Swansea, nella magia di una notte meravigliosa, s’è preso il Napoli e l’ha tenuto lontano dall’assalto del nemico: eppure c’era Reina alle sue spalle, che gli faceva persino da secondo; e c’era già un destino scritto attraverso quel talento mica da poco. Poi c’è scappato l’infortunio, qualche incertezza grossolana – tipo Bilbao – ed è divenuta insicurezza: Benitez lo aspetta, senza mettergli pressione, perché pure con il Toro qualcosa s’è notato, come sulla parata nel finale su Gazzi.

OH MICHU. Mica è una scommessa: parlano per lui le stagioni in Spagna e la prima allo Swansea; parlano, vero, anche certe prestazioni indecifrabili, adesso. Ma ha il fisico, può fare la prima o la seconda punta e sta declamando il codice-Benitez andando a fare il trequartista, travestendosi dunque da Hamsik, fungendo da ombra sul regista avversario e dunque spendendosi. Ha un fisico che richiede comprensione e però ha cominciato a muovere i primi passi, nell’azione che ha scatenato Higuain ed Insigne per il palo; poi gli dei gli hanno giocato contro, perché quella traversa l’ha disilluso e gli ha lasciato addosso una cappa opprimente. Ma ha conoscenze dello spartito e la fiducia di un allenatore che, in ossequio al rigore finanziario, è andato a scovare un uomo poliedrico e funzionale all’idea di calcio.

TANGO. Il ballerino s’è rimesso a giocare come sa, non ancora con gli stessi ritmi ed a quei livelli, però con una intensità ed una applicazione che induce Benitez a pensare positivo: forse il peggio è passato, certo non c’è più la querelle del rinnovo del contratto, non ci sono i mondiali all’orizzonte, non c’è un infortunio da smaltire, c’è da pedalare eccome, per ricominciare ad avvicinare lo Zuniga smarrito, quell’esterno destro (o anche sinistro) che è capace di fare la differenza, che non ha bisogno per recuperare di essere inventato esterno alto. Insomma, il calciatore che sarebbe piaciuto persino al Barcellona, che la Juventus aveva prenotato e che Benitez considera – dopo che per un anno non l’ha mai avuto – il rinforzo più pregiato per ritrovare il vero Napoli.

Corriere dello Sport

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