Catalogna verso l’Indipendence Day: ma che fine farebbe il Barça?

La Catalogna si avvicina a grandi passi al giorno in cui ci sarà il referendum per l’indipendenza. Una data spartiacque che, gioco forza, coinvolgerà anche il Futbol Club Barcelona. Il 9 novembre si scriverà la storia, sebbene la Spagna non riconosca ancora il referendum, a differenza di quanto accaduto nel Regno Unito con la Scozia. Cosa cambierebbe, però, se vincessero i sì e se la Catalogna diventasse poi indipendente? I calciatori, innanzitutto, diventerebbero extracomunitari finché la nuova nazione non dovesse entrare nell’Unione Europea. Ed i club, dove giocherebbero? Dalla Liga fanno sapere che non ci sarebbe spazio per Barça e altre, in caso d’indipendenza. Ed allora? Via ad un campionato catalano? Sarebbe di poco appeal, chiaro. Perché ci sarebbero solo Barcellona ed Espanyol, a giocarselo. Volendo immaginare un campionato a diciotto, dovremmo inserire anche: Terrassa, Club de Futbol Badalona, Hospitalet, Granollers, Gramenet, Club Esportiu Europa, Girona, Llagostera, Palamos, Lleida, Tarrega, Prat, Santfeliuenc, Rubì e Montanesa. Insomma, nessun nome nobile, se non quelli delle due grandi, Barça ed Espanyol, che rischierebbero così di finire come e peggio di Rangers e Celtic, da sempre rivali per il titolo in un campionato come quello scozzese che ha ben poco appeal internazionale. Ed i giocatori? E la Nazionale? Alla Catalogna, tra Busquets, Piquè, Xavi e soci, non andrebbe certo male. Ma siamo sicuri che i vari Neymar e Messi sarebbero poi disposti a giocare in una lega di così basso appeal? L’indipendenza, nell’aspetto sportivo, è anche questo.

fonte -TMW

Commenti
avatar dell'autore
Tilde Schiavone
Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!
Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui