Brasile-Argentina: Rafael e Higuain partono dalla panchina

Dunga il lungo viaggio da San Paolo a Pechino l’ha fatto nello stesso aereo sul quale si erano imbarcati anche alcuni argentini. «Ma non ci siamo nemmeno guardati in faccia» ha detto il cittì della Seleçao. La risposta del collega argentino Tata Martino? «È la partita più importante che ci possa essere a livello di nazionali». È il Superclasico de las Americas. Si gioca a Pechino domani, sarebbe una amichevole. Compie un secolo la sfida Argentina-Brasile, il primo incontro si disputò il 20 settembre del 1914 e per l’occasione si celebra anche la 100ª partita, ma solo per la federazione brasiliana, perché per quella argentina sarà appena la 97ª, le altre tre, non le riconosce ed è anche inutile forse aggiungere che si tratta di altrettanti successi verdeoro.

NAPOLI IN PANCA. I cinesi alle due nazionali hanno riservato una accoglienza da superstar con una coreografia fatta anche di statue che sono state collocate all’ingresso del Museo Olimpico della capitale: per rappresentare il meglio sono stati scelti Messi, Mascherano e Rojo da una parte, Neymar, Thiago Silva e David Luiz dall’altra. Poi l’attesa all’aeroporto e davanti all’abergo che ospita le due nazionali e se Messi per popolarità è sempre il numero 1, alle spalle della stella del Barcellona, almeno per i fan cinesi, ci sono Higuain e Di Maria. Ma non la pensa proprio così il ct dell’Argentina Tata Martino che nell’allenamento di ieri non ha schierato tra i titolari il ‘Pipita’ napoletano. Higuain domani dovrebbe partire dalla panchina.

SALTA IL DERBY. E se dalla parte argentina per Higuain si comincia dalla panchina, lo stesso è previsto da quella brasiliana per Rafael Cabral, il compagno di squadra nel Napoli. In un primo momento le condizioni del portiere titolare Jefferson (problema a un dito) avevano aperto la porta al numero 1 partenopeo, ma l’estremo difensore del Botafogo ha recuperato e si terrà il suo posto. Rafael però, in attesa della sua occasione, sfrutta la possibilità di lavorare con Taffarel, preparatore dei portiere della nazionale. «È spettacolare per me poter indossare la maglia della Seleçao e avere l’opportunità di prepararmi con Taffarel. Sono cresciuto guardandolo, ha vinto un Mondiale, ne ha giocati tre, lavorare con lui è speciale».

Corriere dello Sport

Commenti