Decreto sicurezza, sì anche al Senato: pagano pure i club

Il decreto anti violenza negli stadi è Legge. Ieri anche il Senato ha detto sì. Il Governo ha posto la questione di fiducia, ottenendola con 164 sì e 109 no. Daspo di gruppo, arresto differito, inasprimento delle sanzioni per il reato di illecito sportivo, possibilità di usare la pistola elettrica, misure di prevenzione anti ultras violenti sul modello di quelle per il contrasto alla criminalità mafiosa: sono alcune delle misure contenute nel provvedimento che il consiglio dei ministri, su proposta di Alfano, aveva approvato lo scorso 22 agosto.
Lega A arrabbiata Ma rispetto ad allora nel testo c’è una novità, il famoso emendamento approvato in commissione alla Camera, sul contributo delle società professionistiche alla sicurezza degli stadi. I club parteciperanno alle spese per gli straordinari degli agenti con una cifra che non dovrà essere inferiore all’uno e non superiore al tre per cento, degli incassi. Una cifra stimata fra i 2 e i 6 milioni di euro all’anno. Una decisione che ancora ieri ha provocato le critiche della Lega di serie A e del suo presidente, Maurizio Beretta: «Bene i contenuti del provvedimento sicurezza, anche perché sostanzialmente concordati tra le istituzioni e le componenti dello sport, ma quella imposta per coprire i costi è iniqua. Una misura che non ci trova assolutamente d’accordo. Il calcio assicura all’erario entrate dirette e indirette significative ». Evitato comunque il rischio di un prelievo shock su tutti i ricavi complessivi, che avrebbe portato la cifra della contribuzione a 25 milioni di euro.
Paga il calcio Un regolamento emanato dalla presidenza del Consiglio dovrà stabilire chi pagherà. La parola calcio non c’è, ma il contributo sarà chiesto quasi esclusivamente ai club di A e B, visto il numero di agenti impiegati per le partite.

La Gazzetta dello Sport

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