EDITORIALE

Napoli, a Berna per archiviare la qualificazione

Il pareggio di San Siro ha lasciato molto amaro in bocca, non perché sia un risultato da buttare ma per il semplice fatto che la vittoria sembrava archiviata. Davvero assurdo che una squadra che ha iniziato il campionato pensando di lottare per lo scudetto, non conduca in porto un successo dopo essere passata in vantaggio, per la seconda volta, addirittura al 90′. Anche dopo il primo vantaggio si è fatti subito beffare, la sensazione è che non si riesca proprio a contenere un minimo di reazione furiosa da parte di qualsiasi avversario. Imbarazzante la retroguardia che, appena attaccata, sbanda paurosamente, sgretolandosi con una facilità non degna di una fase difensiva della massima serie, figurarsi da primi posti. I problemi del Napoli sono molteplici, rispetto all’anno scorso c’è stata una netta involuzione, e va sottolineato che questo poteva essere davvero l’anno buono per puntare al tricolore. Secondo anno di Benitez (si presumeva che i meccanismi fossero più collaudati rispetto all’anno prima), Juve e Roma con la Champions, con i bianconeri senza il loro condottiero in panchina. Bastava qualche ritocco giusto per non perdere l’entusiasmo e provare davvero a candidarsi per la leadership del campionato, invece, ci si è affidati a giocatori che, da anni, non rientravano più nel progetto e agli esuberi di altre squadre. Così, ci si ritrova in squadra un Reina in meno, mentre Rafael, seppur bravo, non può ancora sostituire lo spagnolo tra i pali. La difesa è una gruviera, a centrocampo ci si è indeboliti vistosamente, ed era il reparto che necessitava di una cura maggiore. Invece, manca sempre la qualità e anche l’aggressività e l’agonismo di uno come Behrami. In attacco, Hamsik è più ectoplasmatico dello scorso anno, Higuain ha le polveri bagnate, Mertens è sempre relegato in panchina, si pretende tutto da Callejon? Il Napoli, attualmente, dà l’impressione di una squadra che può vincere a fatica contro una che lotta per non retrocedere (come è successo in casa del Sassuolo) e che, di tanto in tanto, sfoggia una grande prestazione contro una di medio-bassa caratura (Torino), esponendosi comunque a clamorosi rischi. Le cose migliori stanno arrivando dall’Europa League, ma sulla forza delle avversarie è meglio soprassedere. Però, si tratta di una competizione che, all’inizio, può risultare addirittura un peso ma, più avanti si va, e più può diventare allettante e prestigiosa. Quindi, vincere a Berna con lo Young Boys, significherebbe ipotecare il discorso qualificazione e avere la mente solo sul campionato, almeno fino a febbraio. Messa così, acquisterebbe un senso la sfida in casa degli uomini di Uli Forte e, il Napoli, può tornare con l’intero bottino anche schierando le seconde linee. Infatti, Benitez sembra intenzionato a dare spazio a coloro che, finora, hanno giocato di meno e che, si presume, abbiano il fuoco dentro per dimostrare di meritare una maglia da titolare. Non basta una vittoria con lo Young Boys per fidelizzare i tifosi ma, affrontare un’altra partita senza la determinazione giusta, allora rischierebbe di spazientirli sul serio.

Maurizio Longhi

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