Difesa smemorata, squadra che segna solo in contropiede

La Roma attenua la sfida di sabato. Viene da leader a giocare con un Napoli chiuso nel suo sconforto. Con Albiol ha offerto un gol all’Atalanta, di più ha fatto Higuain. Pareggia con un gran tiro dei suoi, ma brucia due punti con il più prevedibile e ripetitivo dei suoi rigori. È un Napoli smemorato in difesa, con una fisionomia tattica già intravista nel 6-2 di domenica. Micidiale quando monta i suoi fulminei contropiede, innocuo quando batte la testa contro squadre chiuse. Che sarà un Napoli così monocorde?

Rafael cerca il pallone in aria come chi si diverte al luna park sulla giostra volante. Forse perché non si fida del suo stravagante portiere, uscito a vuoto anche ieri, il Napoli lascia metà del campo libera a una Atalanta intimorita da 5 sconfitte in otto partite. La chiave tattica del primo tempo è imposta quindi da Colantuono, che annuncia un 4-3-3 ma dispone una squadra molto bassa e stretta in difesa. Chiusi gli spazi, il Napoli riceve un copione che può leggere ma non modificare. Deve attenersi. Non gli resta che il dominio del gioco con lo stucchevole possesso palla, ma senza le necessarie accelerazioni con gli esterni non schioda la partita. Straparla ma non conclude. In questa monotona pressione mancano scatti in profondità verso gli angoli, e non solo: Hamsik stavolta in regia non indovina i corridoi per Higuain, che soffoca nei vicoli stretti. Il Napoli avrebbe un vantaggio: la prudenza di Denis e l’inerzia del piccolo Moralez che nel primo tempo non infila un solo contropiede. Può quindi comprimere l’Atalanta senza rischiare ribaltoni fino alla ripresa, quando Cigarini assistito dall’elegante Baselli e dal solido Migliaccio decide invece di elevare il ritmo e guadagnare campo. Proprio il regista dell’Atalanta lancia Moralez sulla sinistra: ovvio il tentativo, Moralez vuole sospendere la sinergia di Maggio con Callejon sulla loro destra. Sullo stesso versante anche Del Grosso si libera delle briglie. Si modificano i rapporti di forza e di spazio: quanto basta per disunire il Napoli. Tutto chiaro, ora l’Atalanta rifiuta la subalternità e si affaccia nella metà campo prima deserta. Basta il miglior Denis per mettere in crisi la difesa del Napoli: è lui che inverte la tendenza, non copre più ma scorrazza in avanti. In due contro quattro del Napoli: Denis che lancia a destra e Raimondi che ricambia al centro portano l’Atalanta in vantaggio. Albiol salta a vuoto: osserva la palla e ignora Denis, complimenti. Difficile capire come sia peggiorato Albiol da un anno all’altro. Benitez sale in cattedra nel finale: libera Insigne dalla panchina, ritirando Hamsik. Sfrutta l’espulsione di Cigarini. Proprio Insigne lancia Higuain verso il pareggio. Ancora Benitez inserisce Zapata per creare a spallate spazio intorno a Higuain: la mossa vale il rigore della beffa, quello che Higuain offre a Sportiello, napoletanino di Desio che si lancia alla sua sinistra ricordando le consuetudini del bomber. Nel bene e nel male, è sempre Higuain.

Antonio Corbo per La Repubblica

 

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