Inter, Mazzarri resta nonostante la bufera. Thohir pensa a Martinez per il prossimo anno

MILANO – Ci si mette anche Antonio Cassano, a esecuzione appena compiuta. Finisce Parma-Inter e Totò si avvicina a Juan Jesus, un tempo suo compagno di squadra: “Ma come giocate bene… Fà i complimenti all’allenatore”, cioè Walter Mazzarri, che appena arrivato sulla panchina nerazzurra fece capire che Cassano no, era meglio cambiasse squadra. Il sarcasmo di Cassano trova seguaci immediati, ovviamente sul web. In pochi minuti, come sempre dopo una sconfitta dell’Inter quest’anno, su Twitter l’hashtag #mazzarrivattene decolla verso le tendenze top della notte. Tutti, o se non altro tanti, vogliono esonerare l’allenatore dell’Inter: come minimo la maggioranza dei tifosi e la maggioranza dei giornalisti, perché si sa come funzionano certe cose, quando un argomento va di moda poi finisce col diventare verità assoluta, inconfutabile, quindi da alcune settimane in qua Mazzarri è per definizione in bilico, sull’orlo del baratro, è a un passo dall’esonero, anzi è già come se fosse esonerato, e questo lo pensano ormai tutti in automatico, anche se la realtà è sostanzialmente diversa.
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Infatti la notizia, forse sorprendente per la maggioranza in genere, è che Walter Mazzarri resta al suo posto. Anche se ha perso tre partite su dieci, anche se la sua Inter gioca assai male, anche se tutti lo vogliono a casa. No, Mazzarri rimane. Per tutta una serie di motivi, ma rimane. Non ha ricevuto ultimatum né penultimatum dopo Parma, rimane e basta. Da Jakarta, si racconta di un Thohir perplesso e dispiaciuto, oppure dispiaciuto e perplesso, ma al momento non certo determinato a cambiare allenatore. Perché Thohir, raccontano tutti quelli che lo conoscono bene, non ha la mentalità di un presidente italiano, dunque è orientato a dare fiducia a un tecnico almeno per una stagione intera, e questa è di fatto la prima vera stagione di Thohir presidente; perché la squadra non viene ritenuta allo sbando o in rotta, e in fondo la classifica è ancora molto magmatica, basti pensare che se l’Inter avesse vinto a Parma si sarebbe ritrovata a -4 dalla Roma seconda in classifica, per dire; infine, last but not least, Mazzarri rimane perché ha un contratto pesante (3,6 milioni netti a stagione fino al 2016) e pensare a un esonero adesso avrebbe costi eccezionali per le disastrate casse dell’Inter, senza contare che venerdì il club avrà un audit con l’Uefa in cui esporrà il suo difficile piano di rientro dall’enorme passivo accumulato negli ultimi tre anni (-240 milioni) e non può certo presentarsi annunciando l’esonero di un allenatore come Mazzarri, cosa che comporterebbe altre lievitazioni di costi.

L’altra questione che ostacola la possibilità di un esonero è ancor più pratica: non si intravedono allenatori di scorta adatti a questa Inter, per un motivo e per l’altro. Ci sono quelli che costano troppo, addirittura più di Mazzarri, e che se arrivassero vorrebbero grossi investimenti sul mercato, quindi sono scartati a prescindere (Mancini e Spalletti); ci sono quelli che non vengono ritenuti un miglioramento rispetto a Mazzarri (Zenga) e dunque tanto vale non cambiare affatto. Ci sono quelli ritenuti troppo vicini, filosoficamente e non solo, alla vecchia gestione (Leonardo), dunque scartati a loro volta. Insomma, Mazzarri rimane. Ma deve anche lui migliorare il gioco e le prestazioni, altrimenti il buio si infittirà: in caso di ulteriori rovesci o tracolli, anche Mazzarri rischia il posto, ma solo se si avranno segnali inequivocabili di smarrimento totale, di non ritorno. Si attende il recupero dei tanti, troppi infortunati, per rivedere qualcosa.

Ma anche se Mazzarri al momento non rischia, resta ovviamente sotto osservazione. Diciamo che di sicuro la fiducia di cui godeva a luglio da parte di Thohir è stata incrinata da questi ultimi 40 giorni assai particolari e deludenti. Diciamo pure che se la stagione finisse adesso, Mazzarri non verrebbe riconfermato. Ma la stagione è ancora a un quarto del suo cammino e c’è molto tempo davanti. Per recuperare, o per peggiorare. Thohir osserva, anche se da lontano, valuta e medita. Osserva il presente e pensa al futuro. Se Mazzarri dimostrerà di aver perso il controllo della situazione, sul tavolo di Thohir ci sono i nomi di vari allenatori che si potrebbero ingaggiare per la stagione 2015-2016, tutti ritenuti interessanti. Sinisa Mihajlovic, certo, sarebbe quasi la perfezione: esperienza giusta, carisma e costi contenibili. Diego Simeone sarebbe addirittura il top, non fosse per quell’ingaggio pesante. Ma a Thohir piace molto Roberto Martinez, allenatore spagnolo dell’Everton, che si mise in luce vincendo un’incredibile Fa Cup col Wigan, nel 2013, in finale contro il City. E’ quello di Martinez il profilo che interessa di più al presidente dell’Inter. Giovane, brillante, e viene dalla Premier League, il campionato a cui Thohir guarda con maggiore interesse. Ma occhio alle seduzioni inglesi, a volte sono ingannevoli: la disastrosa stagione in cui sta incappando Nemanja Vidic all’Inter lo dimostra. Se non altro Martinez è un tecnico giovane, non bollito, anche se allenare in Premier è una cosa e in Italia un’altra, e ben diversa.

Fonte: Repubblica

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