Rosario Pastore: “Lettera aperta a Lorenzo Insigne”

Rosario Pastore, noto giornalista sportivo, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Carissimo Lorenzo, che brutta domenica ci hai fatto passare. Quando ho visto la tua smorfia di dolore, ripresa da impietose telecamere; quando mi sono reso conto che a stento trattenevi le lacrime, ho avuto paura. Neanche la gioia per il gol segnato da Higuain è valso a rasserenarmi. Negli occhi continuavo ad avere quelle immagini di un ragazzo portato fuori a braccia, con la gamba alzata, quella gamba che non potevi neanche poggiare a terra per evitare altro dolore. Purtroppo la diagnosi, che un bravo professionista come mio nipote Lucio mi aveva anticipato solo guardando come me quella diretta, è stata confermata dai medici. “Zio, penso che purtroppo sarà difficile rivederlo in campo in tempi brevi”, mi aveva detto Lucio. E infatti, così sarà. Per chissà quanti mesi (c’è chi dice quattro, chi addirittura sei) il Napoli non potrà contare sul talento di Insigne, sul suo apporto, sulla sua generosità. Quella generosità che ti ha portato ad affrontare una montagna di muscoli come quella di Ilicic. Non c’è stata responsabilità da parte dell’attaccante viola, per carità. Hai solo avuto la disgrazia di cadere male e di rovinarti il prezioso ginocchio. Hanno fatto bene, i tuoi compagni, a dedicare a te la vittoria del Napoli; ha fatto bene, Benitez, a dire che quel successo era stato rovinato dal tuo infortunio. Tanti, tanti anni fa, un grande scrittore, Hans Fallada, scrisse un grande romanzo che si intitolava: “E adesso, pover’uomo?”. Io rubacchio quel titolo e lo trasformo così: “E adesso, povero Napoli?”.  Non poter contare su un campione autentico come te sarà un handicap difficilmente riparabile. E in questi momenti, mi tornano in mente i fischi che tanti pesudotifosi ti dedicavano poche settimane fa, quando vedevano in te il solo responsabile di un inizio di stagione disastroso. Ricordo quel gesto che facesti verso quella gente che voleva dire: “Continuate, continuate, se questo vi fa felici”.  Come succede anche troppo spesso, chi ti denigrava con sufficienza, accodandosi a quelli che ti avevano dato le stesse responsabilità per quei 15 minuti che ti aveva concesso il c.t. ai mondiali, i tuoi denigratori quei fischi hanno poi dovuto ingoiarli. E’ successo quando tutti, e non solo i tuoi estimatori fra i quali c’è colui che ti scrive queste righe, hanno capito l’enorme importanza che la tua presenza riveste nell’economia del gioco del Napoli; quel tuo correre avanti e indietro, instancabilmente, sulla fascia che Benitez ti affida; quel tuo essere sempre lucido, quando occorre; quella tua tecnica che i palati più fini apprezzano in tutta la sua grandezza. Nei prossimi mesi, il compito del Napoli si farà più duro, molto più duro. Non dico impossibile, perché la squadra è cresciuta, le scorie della stanchezza mondiale sono state superate, per molti tratti il Napoli ha ripreso ad essere la squadra brillante della stagione scorsa. Il guaio è che questa rinascita la si doveva anche a te, al tuo apporto, oltre ai gol di Higuain e Callejon. Ora bisognerà rimboccarsi le maniche e cercare di rimediare alla tua assenza, caro Lorenzo. No, non sarà per niente facile. Gli sforzi dovranno essere ancora più grandi. Naturalmente, la mia speranza è che ce la possiamo fare. Ma fa in modo, campione, di stringere i denti e di tornare al più presto ad allenarti coi tuoi compagni. E’ la speranza di uno che potrebbe esserti padre, se non nonno, il mio unico nipote ha solo pochi anni meno di te. E’ l’auspicio di un tizio che ha trascorso una vita nelle tribune stampa di tutti gli stadi del mondo e che sa quanto sarà difficile per Benitez poterti sostituire adeguatamente. Infine, è il sogno di un tifoso qualunque del Napoli e che è anche uno dei tuoi più grandi ertimatori. Con affetto e stima, tuo. Rosario Pastore”.

 Tilde Schiavone – Pianetazzurro.it

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!