Gabbiadini, la Sampdoria apre all’ipotesi della cessione. Il ds Osti: “Napoli? Mai dire mai”

AVANTI. Il tempo è un galantuomo e lunedì sera, in quel Marassi in cui c’è Sampdoria-Napoli, l’ora e mezza d’una sfida da vivere in apnea sarà di Manolo Gabbiadini (24 compiuti ieri), l’esterno alto che sa giocare a destra, a sinistra ed anche nel mezzo, il trequartista con una poliedricità indiscutibile e la capacità di essere un po’ Insigne, un po’ Mertens, un po’ Callejon, un po’ Hamsik e soprattutto se stesso. Gli affari sono affari e però lo stile ha una sua priorità: Sampdoria-Napoli è all’orizzonte, un’ombra che s’allunga per entrambe, ma prima di cominciarla non si fa e dopo, quando ormai il triplice fischio di chiusura avrà mandato in soffitta qualsiasi sospetto, allora si comincerà a discutere di quel talento che piaceva in epoche non sospette.

COSTOSO. La top five d’un elenco rinfrescato con l’infortunio di Insigne ha stimmate internazionali: ci sono Perisic e Carlos Vela, ci sono Mohamed Salah del Chelsea e però anche (soprattutto) Manolo Gabbiadini, il tuttologo che sembra nato per andare a prendersi lo spazio offensivo del 4-2-3-1 e che però costa un botto, un occhio della fronte, una quindicina di milioni di euro che rappresentano l’unico, autentico ostacolo da rimuovere a suon di amichevoli discussioni per trovare un’intesa che sarà laboriosa ma che pare scolpita nel marmo da un Osti prossimo alla sincerità. «Mai dire mai….».

MADE IN ITALY. E poi le «leggi» sono cambiate e da giugno in poi varrà la pena industriarsi per allargare il parco «nostrano»: Gabbiadini ha una vocazione che nel volley definirebbero da «universale», sa fare l’ala ed anche la seconda punta, sa coprire e sa offendere, sa calciare le punizioni (con il giro) e sa mettersi al servizio della squadra, sa accontentare Benitez e sa stuzzicare il Napoli che ci sta pensando: perché gli italiani lo fanno meglio…..

 

Corriere dello Sport

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